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domenica 9 febbraio 2014

Una cena musulmana un po così

Sono uscito con verso le 7 in direzione del mercato notturno, e di cibo.
Fuori fa freddo, saremo circa intorno agli 0 gradi, la neve si è sciolta e non cade più.
Il quartiere dov'ero stato oggi è effettivamente quello giusto e ci metto poco a trovare la via. Avevo fatto diverse ricerche su internet, nel dubbio.
Quando arrivo però la scena è un po' paradossale. Il mercato notturno è ridotto a tre banchetti molto distanziati lungo una strada buia, vendono orologi d'imitazione, cover per cellulari e pupazzetti.
Immagino la temperatura e il tempo abniano dissuaso i venditori dal mettersi lungo le vie.
Si nota che la zona, per quanto palesemente a scopo residenziale, ospita normalmente anche altro.
I piani terra dei palazzi sono un fiorire di negozietti, ristoranti e luci.
Gran parte dei ristoranti però son chiusi, verosimilmente conosci del fatto che oggi la clientela sarà alquanto scarsa.
Decido di andare a quello musulmano che avevo adocchiato oggi. In vetrina un cuoco che prepara diversi tipi di pane a me sconosciuti.
Nonostante siano solo le sette e mezza direi che la gente ha già finito di mangiare da un po.
Oltre a me che solo un altro tavolo.
Ho avuto conferma questa probabilmente è in ogni caso l'area destinata al mercato dal fatto che l'orario riportato sulla porta del  ristorante indica come chiusura le 23.
Ovviamente non parlano inglese ma mi portano un menù con foto.
Ordino del pane un po' strano, che ricorda i baozi, e un piatto di agnello con cous cous (almeno credo che sia con cous cous).
In realtà si rivela un piatto di pezzi di agnello pastellati e fritti servito con pastella sbriciolata mischiata a pezzi di peperone.
Il pane è piuttosto interessante, è servito caldo fumante e mi fa venire in mente un po' i panini al latte, anche se poco lievitati.
Il tutto è accompagnato da un ottimo tè cinese che ha un sapore che ricorda il gelsomino.
Il pasto è pesante e abbondante, è un po' impegnativo finire.
Sono un po' deluso, speravo in qualcosa di più particolare, anche se devo dire che ho mangiato bene.
Cammino un po' per le strade che di cinese hanno praticamente nulla.
Quartiere carino, vivo e non freddo e grigio come altre volte mi è capitato.
Torno in hotel e cerco di capire da dove prendere domani un sentiero o magari il traghetto per fare un po' il giro del parco del lago. Sempre sperando che non sia tutto ghiacciato.

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