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lunedì 3 febbraio 2014

Un'uggiosa giornata a Nanjing

Mi sveglio e penso sia ancora notte fonda. I polpacci dolgono e son stanco come avessi dormito 2 ore. Ieri ho percorso chilometri che si sono aggiunti a quelli già fatti finora. Decido di girarmi e rimettermi a dormire. Giusto per scrupolo guardo l'ora sul telefono. 9.30.
Fuori pioviggina, la luce è poca e bianco/grigiolina. Fortuna che ho scelto di visitare la montagna ieri.
Con sforzo mi alzo e faccio colazione.
Nel mentre sfoglio la guida e pare non ci sia molto altro da visitare in città.
Inoltre il sito che ho mancato sulla Purple Mountain è sconsigliatissimo.
Mi vesto e rimetto controvoglia gli scarponi. Sono le 10.
Prima tappa il museo di Nanjing e poi tornerò dalle parti del Tempio di Confucio.
Cammino fino alla metro e come un miraggio scorgo uno Starbucks. Un caffè ci vuole.
Prendo un mega-cappuccio e mi siedo su di una poltroncina a fianco della vetrata che dà sulla strada. Musica jazz di sottofondo, un caffè, una poltrona. Potrei essere a Londra o Parigi e star guardando su di un megaschermo un filmato sull'Asia. Oltre il vetro grattacieli, persone indaffarate che si affrettano verso chissà dove, traffico e un po di pioggia che rende lucidi i taxi, che sfrecciano strombazzanti, e la strada illuminata da insegne al neon in questa strana e affascinante lingua.
Prendo la metro e vado al museo.
Una mezz'ora di cammino dalla fermata e ci sono. È costruito all'interno di un  tempio a più cortili con alcuni giardini.
Non molti turisti e tutti cinesi.
Lanterne rosse disposte un po ovunque. Lungo un lato dei bambini picchiano le mani contro le pelli di tamburi tradizionali grandi due volte loro.
Visito tutto il museo. Sorprendentemente solo una teca dedicata alla scoperta dell'Uomo di Nanchino.
Vedo molte porcellane elaborate con datazioni quasi inverosimili. In Cina gia producevano manufatti incredibili quando noi in Europa eravamo ancora scimmie che si e no usavano i bastoni per grattarsi le chiappe.
Evito l'ennesima sezione dedicata al Kuomintang e al suo fondatore. Diciamo che il tono è un tantino troppo agiografico.
Visito con interesse un padiglione sul vestito e costume tradizionale cinese. E un altro sul gioiello antico.
Vago per giardini silenziosi e mi godo la pace di questo posto.
Torno alla metro e scendo a Sanshanjie in direzione del mercato/centro storico dove ero stato laltra sera.
Sarei tentato di mangiare qualcosa ma il lezzo dolciastro dell'olio mi nausea. Credo però non sia tanto la qualità di ciò che usano per friggere quanto il fatto che qui si prepari e mangi molta anguilla. È un pesce decisamente grasso e penso che sia la causa prima dell'odore repellente. Prendo da un ambulante del Jackfruit. Sono sempre curioso di assaggiare questo frutto gigantesco. Cresce su grandi alberi e arriva a pesare anche 30kg. È ovoidale e con scorza spessa e ruvida verdolina, aperta ricorda un agrume. La polpa è arancio e soda, il sapore è a metà fra il melone e l'ananas.
Rivedo con la luce i posti dell'altro giorno. Fotografo tutto nuovamente.
Mangiucchio dei cracker e vago. Percorro decine di viuzze colme di negozi e noto che l'area commerciale è molto piu grande di quanto avessi notato. In diversi posti pallide anatre spennate sono appese per il collo. Credo sia l'anatra salata, specialità locale. Spesso a fianco di queste in vendita testicoli sempre della medesima bestia.
Mi siedo su di una panca vicina al tempio di Confucio che mi era sembrato una giostra. Non piove più da un po e si è alzatobun vento freddo.
Giro col cappuccio in testa. È bello constatare l'indifferenza della gente che così non si accorge che 'non sono dei loro'.
Quando mi siedo lì però abbasso il cappuccio e un ragazzo in rollerblade fa tanto d'occhi.
Si avvicina, mi offre una sigaretta cinese e mi chiede da dove vengo ecc.
Non parla molto inglese ma scambiamo due parole. Lo saluto e entro nella 'giostra'. A quanto pare è effettivamente l'antico Tempio di Confucio ma è stato addobbato così per la Festa delle Lanterne. Dove per lanterna si intende qualunque intelaiatura in fil di ferro rivestita in carta. Per lo più son statue di bambini o cavalli ma c'è né sono raffiguranti scene di corte o divinità. Di Confucio c'è ben poco, è tempo per altro ora. Il percorso porta ad una sala dove ci son posti a sedere, gia tutti occupati, e la gente assiepata fissa un palchetto che ospita strumenti tradizionali molto curiosi.
Penso d'essere capitato giusto in tempo per uno spettacolo che potrebbe essere interessante. Invece da uno stereo parte musica da discoteca a palla e arriva un clown che fa giochi coi palloncini. Vabbè, esco.
Scopro casualmente un'altro museo mentre curioso tra i negozi. È l'antica scuola dove ci si preparava per sostenere gli esami per entrare nell'amministrazione pubbluca imperiale (1100 dc).
Il museo in sé è insignificante e invaso da molte altre divertenti 'lanterne' e soprattutto fornisce begli scorci sui canali navigabili che percorrono tutta la zona.
Sono mooooolto stanco. Torno in hotel. Sono le 17 e togliere gli scarponi meriterebbe un brindisi.

2 commenti:

  1. Beh, comunque per essere Cina .. è Cina ... anche se si passa dalla grandiosità dei palazzi antichi alle "cineserie alla disney world" ... attuale.
    Quelle palle fotografate nel banchetto sopra le quali ci sono le anatre salate ...che sono?? ... no certo i testicoli delle stesse, penso ...
    PS: e smetti di scrivere che sei stanco ... che noi siamo qui a lavorare ...(!)

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