Come dicevo ieri, oggi il mio programma era di salire su di un grattacielo e poi gironzolare liberamente. Magari in cerca di qualche cosa da acquistare per quanto non ne senta proprio il bisogno.
Ovviamente mi alzo, lavo, faccio colazione eccetera, dopodiché esco.
Finalmente ha smesso di piovere e c'è anche un po' di sole.
Ieri sera, mentre mentre facevo la doccia, ho sentito bussare più volte con insistenza alla porta e quando sono andato, tutto a sgocciolante, allo spioncino e ho chiesto chi era e cosa voleva, ho visto due inservienti dell'hotel che stavano portando camera per camera le previsioni di miglioramento atmosferico per il giorno successivo su di un su di un fogliettino apposito dell'hotel. È la prima volta che mi capita una cosa del genere.
Percorro il Bund per prendere nuovamente il traghetto e vengo intercettato da una squadra di bambini, appartenenti è una scuola anche anglofona, dato che parlavano inglese, che cercano di vendermi un calendario fatto a mano e disegnato da loro.
È molto carino, metto una foto sul post, e l'offerta è libera. Quando allungo al bambino 50 yuan sgrana tanto d'occhi e quasi non ci crede. Mi chiedono di posare per una foto con loro.
Lungo il resto del tragitto verso la barca altre squadre, sono distinte da una pettorina di colore diverso, mi inseguono in cerca di vendermi altri calendari.
È una piccola gara simpatica che la scuola ha organizzato per farli parlare un po' inglese.
Declino le altre offerte ma poso per altre foto.
Arrivato sull'altra sponda mi dirigo non sull cavatappi, che non credo sia accessibile, ma alla Jinmao Tower.
Questo grattacielo ricorda una pagoda futuristica con una struttura in vetro e l'intelaiatura in acciaio a vista.
Fuori, vicino alla fontana che gira tutto intorno al palazzo, c'è un delizioso cartellino con scritto 'no climbing' a memoria della scalata qui fatta e portata a termine da quel fatto francese che scala tutti i palazzi più alti del mondo.
L'atrio è lussuosissimo e contiene un hotel a 1.000.000 di stelle.
Il biglietto viene circa la metà rispetto alla torre della tv dove ero salito e si arriva alla medesima altezza con un ascensore che sale di 88 piani (350 metri) in poco meno di 30 secondi. Mi si tappano un po' le orecchie.
La giornata è piuttosto limpida e si vede distante. La vista è incredibile e in alcuni punti sufficientemente nitida da farti sudare le mani.
La città da qui non ha fine, così come sono innumerevoli palazzi di dimensione stratosferica che si vedono.
A fianco di questo grattacielo se ne vede un altro che lo supera di molto in altezza e che è ancora in costruzione.
Con sorpresa e orrore generale 3 addetti, montati su una pedana di metallo lunga 45 metri e larga una quarantina di centimetri sospesa per dei sottili (ma spero resistentissimi) cavi d'acciaio, stanno pulendo le finestre al piano sottostante.
Ad ogni spostamento la pedana ondeggia verso l'esterno con un movimento che mi fa sobbalzare.
Se esiste davvero un inferno con una punizione personalizzata per ognuno, il mio sarebbe fare quel lavoro.
Scendo e cammino un po' per questo quartiere assurdo fotografando e guardando da sotto queste strutture che sfidano la razionalità.
Le strade sono grandi e trafficate, per camminare c'è tutta una serie di larghi marciapiedi sopraelevati che percorrono le distanze fra un grattacielo e l'altro. Su di un sottopassaggio noto appeso uno schermo che trasmette le previsioni meteo delle principali città ma soprattutto i movimenti e le quotazioni della borsa.
Prendo la metropolitana e torno al bazar.
Oggi non piove e, non sono sicuro che anche qui il sabato sia festivo, un mare di persone si muove da negozio a un banchetto a passo lento è incostante.
Vago per alcune ore per negozi guardando seta, giada, oggetti strani, libretti Rossi di Mao, magliette, tè, scatole di dolciumi che non conosco e che mi fido poco di provare.
Prendo ad uno stand gastronomico, dove vedo un po' di ressa, una specie di frittellona salata fatta con la sottile pasta degli involtini primavera ripiena con un po' di porro. Mi costa solo 9 yuan ed è e buona e soddisfacente.
All'interno del bazar c'è anche una tappa che avevo volutamente lasciato per oggi ovvero Gli Yuyuan garden.
È un'antica dimora tradizionale divisa su vari cortili che contiene diversi bellissimi giardini. Mi ricorda un po' quella vista a Nanjing.
Non ci sono molti turisti ma c'è una concentrazione di stranieri mai incontrata prima. Eppure il sito non è molto reclamizzato e non contiene musei o attrattive particolari al di là di questa romantica vista su di un passato ormai lontano.
Un gruppo di francesi, anche se realtà credo siano africani da come parlano francese, di colore sono al centro dell'attenzione dovunque vadano.
Si divertono un mondo a fare foto con le ragazze e a dare da mangiare alle carpe koi che anche qui sono presenti.
Vedendo che li fisso divertito dal loro atteggiamento uno mi si presenta e scambiamo due chiacchere. Si chiama Alì.
Esco dai giardini, giro ancora un po', poi decido di prendere la metro e vedere se, dato che oggi il tempo è migliore, anche Piazza del Popolo se un po' animata.
Una volta arrivato quasi non la riconosco. Il posto che io avevo visto sempre desolatamente vuoto ora è pieno di gente è vita. C'è anche un piccolo e affollato luna park.
Ci sono decine e decine di posti lungo i sentieri del Parco in cui la gente si ferma per leggere un quantitativo incredibile di quei fogli plastificati appesi a fili che avevo già notato.
Non so bene se parlano di brutte cose o se invece fungono da muro in cui pubblicare i propri annunci, un po' come le pagine dedicate a quello nei nostri giornali locali.
Ripercorrono Nanjing Road, quella dove sono andato mangiare la prima sera, guardo i negozi torno sul Bund che sono nella mia stanza. Ovviamente anche questa volta è lungo il tragitto mi sono stati offerti più volte dei massaggi speciali.
Sono tornato un po' prima, circa verso le 16, perché devo prepararmi in vista della partenza di domani.
Il treno è alle 10 di mattina ed è sempre casa di essere lì almeno un'ora prima.
Inoltre dovrò andare con lo zainone fino alla metropolitana e da lì fare un bel po di strada in treno.
Ora è tempo di rifare lo zaino, cosa più complessa di quanto non sembri, sbarbarsi ed essere pronti per partire per Hangzhou.
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venerdì 7 febbraio 2014
Girare per Shanghai
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... ecco! ... la prossima volta che mi tratterai male ... Confucio ti condannerà a fare il lavavetri per non meno di 5 lustri ... sul grattacelo più alto, quello in costruzione ....
RispondiEliminaPS: ho letto che - il sabato - li a Shangai ci sono i saldi ... prima di andartene mi compri "una bella massaggiatrice cinese"?? ... ho la schiena un pò rigida ...
RispondiEliminagrazie ....
A me prendi un dvd di 007: Il suo nome è Bund, James Bund ?
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