Come scrivevo ieri la principale attrattiva della città è il lago.
Ho avuto modo di leggere la guida, diversi depliant trovati qui in hotel e fare ricerche su internet. Effettivamente il 90 per cento abbondante di quello che Hangzhou ha ad offrire è il lago è i suoi scorci. Tutto intorno al cerchio cittadina c'è una miriade di parchi divertimenti e a tema, ma non sono in Cina per quello.
La notte passa relativamente tranquilla, mi sveglio verso le sette mezzo, fuori non nevica più ma è sempre coperto.
Scendo a fare colazione e trovo qualcosa che si avvicina al mio concetto di primo pasto del giorno.
Prendo una fetta di pane con la marmellata, un po' di tè, del succo e dei pezzi d'anguria.
Intorno a me mangiano ravioli, noodles, cose fritte, carne. E mi fissano.
Sarò limitato ma non capisco come possano fare colazione con cose così pesanti e condite.
Per le 8 sono fuori.
La neve si è sciolta ed è stata sostituita da una lastra di ghiaccio che ricopre strade e marciapiedi, il freddo è pungente e metto sciarpa, cappello, cappuccio e guanti.
Mi chiedo come ho fatto a non vedere ieri il lago dalla collina in cui mi trovavo. Ora che me lo trovo davanti mi accorgo che è praticamente di fianco.
È molto esteso, noto da distante tre isolette che perse nell'acqua verde-marrone.
Tutt'attorno le rive curati giardini con sentieri pedonali lastricati in pietra.
Appena a fianco una strada trafficatissima percorre tutto il contorno del Lago. Appare lussuosa, con negozi di grandi marche per lo più italiane. Scorgo Prada.
In compenso vedo che, essendo la passeggiata rinomata, ci sono diversi ristoranti e oggi potrei provare a cenare qui.
Ma sono ben lungi dal rinunciare al divertimento di un eventuale mercato notturno.
Raccolgo la buona volontà che mi rimane dopo un mese costantemente passato a camminare e decido di percorrere l'intera circonferenza del lago a piedi.
Di opzioni in realtà ce ne sarebbero. Bike sharing, autobus, affitto di macchinette elettriche simili a quelle da golf, barche, barchini e traghetti.
L'altra sponda la vedo a malapena. Una pagoda che sembra molto alta da dove mi trovo è poco più di un puntino.
Ma sulla mappa che ho trovato in hotel sono diverse le attrattive che credo sarebbe complesso vositare con la bici e che perderei con altri mezzi.
Il camminamento è, almeno all'inizio, una lastra di ghiaccio e rischio più e più volte di finire col culo per terra.
Fatto qualche chilometro noto sulla punta di una collina una pagoda che so essere risalente al X secolo, buddista.
Non trovo indicazioni ma mi infilo attraverso casine abitate, molto povere, dove incrocio gente in pigiama pesante di flanella che va verso il bagno pubblico.
Imbocco delle scalette sotto un portale e dopo un migliaio di gradini, che di debbo salire con cautela, arrivo alla pagoda.
È in pietra grigia, alta almeno una ventina di metri. Il bosco circostante è ancora imbottito di soffice neve, uccellini colorati saltano da un albero all'altro facendomi piove in testa i fiocchi caduti ieri.
Volenterosi giardinieri sono all'opera e a colpi di zappa rimuovono il ghiaccio spesso dai gradini in attesa dei visitatori, per quali probabilmente è ancora presto.
Ci sono frecce che indicano altri punti lungo la collina ma, come ho avuto modo di sperimentare ieri, portano sono ad altri punti di panoramici magari abbelliti con una statua o un piccolo padiglione tradizionale.
Il mio scopo però è stare sulla riva del lago quindi torno giù e riprendo la marcia.
Cammino in totale per 5 ore e mezzo e percorro poco più di 20 chilometri.
Entro in un tempio buddista simile ad altri già visti in altre parti del paese. Visito ville qui definite storiche ma che risalgono agli anni 30 o 40 del 900.
Si possono visitare anche i resti dela residenza temporanea costruita qui durante la dinastia Quing che si inerpicano lungo collinetta artificiale in sasso.
Pago un biglietto per entrare in quella gigantesca pagoda che dall'altra sponda pareva un modellino ma si rivela semplicemente un altro punto di osservazione dal quale fare foto e godere della visuale sul lago.
È stata costruita di recente, in cemento armato, e ci sono scale mobili che portano all'ingresso e un ascensore che fa salire all'ultimo piano. Per entrambe le cose i miei piedi ringraziano.
Al di la delle costruzioni piu o meno recenti l'attrattiva è in sé il parco che circonda questo grande lago.
Cammino attraverso zone splendide. Boschetti di bambù piegati dalla neve, sentieri attraverso alberi in fiore, giardini da sogno e stagni colmi di carpe colorate.
I padiglioni le case tradizionali non si contano, ne visito decine che però non rappresentano molto se non il completamento paesaggistico che offrono con la loro dell'architettura simil-antica.
Quasi do un calcio ad uno scoiattolo. Direi che nessuno dei due aveva notato l'altro, era fermo in mezzo al sentiero e io stavo guardandomi intorno. Fugge e corre verticale lungo il tronco di un albero.
Il vento ogni tanto si alza e smuove la neve accumulata sulle piante. La giornata è limpida ma il sole filtra solo occasionalmente fra le nubi.
Trovo un Costa e mi fermo a prendere un caffè, seduto al tavolino sulla riva, mentre un barchino, curiosamente condotto manovrando un remo solo posto di lato all'imbarcazione, passa fra i ramj privi di foglie e filiformi dei salici piegati verso l'acqua.
Camminare è piacevole e tranquillo. Non ho fretta di recarmi da qualche parte perché sono già sulla strada che a qualcosa primo poi mi condurrà.
Delle tre isole solo una è accessibile tramite un lungo ponte di qualche chilometro sospeso sul lago a tagliarlo quasi a metà.
In un padiglione coppie di anziani ballano il liscio su di una base musicale dance cinese.
A circa metà del percorso infilo le cuffie che mi accompagneranno fino al ritorno in hote.
Inizio con la PFM, un disco che ho sempre adorato. Mi parla in italiano, forte nelle orecchie. Colpisce come un pugno allo stomaco e non ero preparato. Onestamente mi commuovo un po'.
'Quante gocce di rugiada intorno a me
cerco il sole, ma non c'è.
Dorme ancora la campagna, forse no,
è sveglia, mi guarda, non so.
Già l'odor di terra, odor di grano
sale adagio verso me,
e la vita nel mio petto batte piano,
respiro la nebbia, penso a te.'
Con un po' di sforzo lo ascolto tutto e poi passo ad altro. Pink Floyd, Radiohead, Tom Waits. I Radiohead in una pagoda sono un'esperienza interessante.
Inutile dire che cammino molto, molto a lungo fino a quando i piedi non mi fanno un po' male.
Potrei descrivere quello che attraverso ma è un parco. Per quanto bello c'è quel che dovrebbe contenere: alberi, bamboo, gente a spasso, case antiche (o costruite per sembrarlo) camminamenti sospesi a filo dell'acqua, venditori di cibo bambini che tirano i genitori per le mani che quando mi vedono o che giocano con la neve.
É rilassante questo giro nonostante alla fine le gambe facciamo sentire la quantità di strada percorsa.
Sono partito dalla riva del lago un po' prima delle 9 e sono tornato al medesimo punto verso le 14 e 30.
È presto e non voglio tornare in hotel. Prendo la metro e vado a vedere il lungofiume che pare essere rinomato.
All'uscita della metro un mendicante senza una gamba mostra, scoperta su di un fianco, una piaga di carne rossa lunga 5 centimetri chi mi da un brivido lungo tutto il corpo. Spero sia un trucco estremamente verosimile.
Il lungofiume è percorribile e scorre fra grattacieli di moderata altezza e strade larghissime e intasate. Anche no, grazie.
Si da lì decido di tornare in hotel in un'ora circa dovrei farcela. Epotrei passare per il mercato della seta e dare nuovamente un occhio al night market.
Ovviamente non trovo il mercato della seta ed è completamente vuoto il mercato notturno. Durante il tragitto di ritorno ricomincia a nevicare a fiocchi larghi e soffici, sempre più forte.
Per le quattro e mezza sono in hotel dove tolgo le scarpe con grande sollievo e prevedo di restare un paio d'ore per poi, debbo ancora decidere, uscire vedere un pezzo del lungolago col buio o riprovare il mercato della seta che forse ho capito dov'è.
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lunedì 10 febbraio 2014
Un giorno al lago
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20 e più km?? ... se vai avanti così tornerai in gran forma! ... I PFM sono della MIA generazione ... e anche allora si ascoltava quella canzone per lo stesso motivo ... ennesima conferma che il mondo va avanti comunque ... magari cambiando canzone ... (con tutta la gnocca che c'è in giro ... e mi tocca pure scriverlo ...)
RispondiEliminaNon hai commentato la sposina con le spalle scoperte ... e il ghiaccio?? .. al mendicante hai dato qualcosa ... ?? (altro che offrire incensi ...!)
PS: ... MILLE GRADINI..??? ... non ci credo!
RispondiEliminaPPSS: IO avrei preferito la colazione salata e fritta!!
RispondiEliminaPPPSSS: anche a Venezia le gondole si "portano" con un solo remo ... perché sono asimmetriche ...
ahaha certo che Prada ti perseguita proprio!!belli i ciliegi cavoli... alla sposa hai dato un'enterogermina?? non la vedo bene... :):)
RispondiEliminaAltro che Innerhofer, Marco sarai più allenato della squadra nazionale femminile di curling!!!
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