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mercoledì 5 febbraio 2014

Un giorno di pioggia

Dormo profondamente fino alle 9, poi mi alzo, faccio una doccia, mi dirigo da Starbucks. Cappuccio e brioche alle mandorle.
C'è un vento piuttosto intenso che porta a sferzate una sottile pioggia fredda. Non ho alcun ombrello ma la giacca è impermeabile e ne indosso il cappuccio.
Quest'oggi ho deciso di seguire le indicazioni lette sulla pagina internet di Wikitravel. Camminare per tutto il Bund, prendere il traghetto per andare dall'altra parte del fiume e di salire su quella strana torre tubolare con le palle viola che si chiama Oriental Pearl Tower.
Il Bund di giorno non è illuminato ma colpisce. La selva di grattacieli adesso appare nelle sua reale fortezza e non camuffata da giochi di luce.
Rimane uno spettacolo che impressiona. Chiaramente qui grandi compagnie hanno deciso di intraprendere una gara su chi potesse permettersi la struttura più alta e più stravagante.
Molti hanno la classica forma del classico grattacielo, lunga è regolare, ma altri sono costruiti con l'intenzione solo per stupire.
Mome detto uno ricorda un cavatappi, un altro (quello con la scritta 'Aurora') pare un pacchiano accendino d'oro, un altro ancora invece sembra una costosa bottiglia di profumo per uomo.
Invece la torre della tv dove andrò io oggi a me ricorda sempre più un Chupa Chups gigante.
Per arrivare dall'altro lato del fiume le possibilità sono fondamentalmente due oltre la metropolitana.
Una è palesemente turistica è molto costosa (120 yuan) ed è un piccolo trenino che passa in un tunnel sotto fiume, in una galleria sotterranea che per qualche motivo si chiama 'Sightseen Tunnel'. Pare sia semplicemente una breve galleria addobbata con lucine strane in modo da far sembrare il viaggio un trip psichedelico.
Camminando invece per ancora qualche centinaio di metri da lì si arriva alla stazione del traghetto che per solo due yuan conduce dall'altra parte.
Attendiamo sull'mbarcadero l'arrivo della nave e vedo meglio il fiume. L'acqua è marrone e pare piuttosto pulita nonostante non sia possibile vedere il fondale nemmeno nei tratti piú bassi. Qualche gabbiano si mantiene in volo sopra di noi sfruttando il vento piuttosto forte di questa giornata.
Salgo e mi fiondo subito sul ponte superiore, aperto nonostante la pioggerella, per godere di una vista inedita su questo avveniristico panorama.
Non credevo ma succede anche qui. Un signore mi chiede di posare per una foto con suo figlio, ovviamente acconsento.
Rimango un po' stupito perché qui di stranieri ne vedo molti. Oddio... non tanti quanti affollano in genere le nostre città più rinomate, ma comunque molti più che in  tutti gli altri posti che ho visitato finora.
In genere mi imbatto in uno centrale su 10 o 20 mila cinesi. Qui invece capita piuttosto frequentemente.
Fotografo e faccio un video della breve attraversata. Attraccati dall'altra parte veniamo accolti da molti autobus turistici che fanno fare il giro delle atttrazioni della città. In questo caso sono a caccia di turisti sprovveduti disposti a spendere per farsi portare allo stesso posto dove sono diretto io, che si trova a non più di 20 minuti di cammino.
Gran parte di questa riva non è aperta al pubblico ma ospita Yacht Club, locali e ristoranti costosi, chef rinomati. Riva da turisti ricchi.
Ciononostante un pezzettino è aperto e mi ci incammino.
Da qui riesco a vedere il lato vecchio del Bund, quella dove c'è il mio hotel.
Colpisce meno, ovviamente, ma è strano perchè è come guardare una riva della Senna. Non c'è davvero traccia di Cina a parte le bandiere Repubblica Popolare Cinese che sventolano e le scritte bilingue.
Arrivo ai piedi della Torre che è ancora più strana di quanto sembrasse da distante.
Una grande sfera in vetro viola e sorretta da una sorta di treppiede di tubi di cemento. Al centro della sfera arriva un ascensore che scorre invece in un tubo in vetro e della cima parte un lunghissimo pinnacolo che porta in successione a una sfera più piccola un'altra ancora più piccola e poi all'antenna con cui termina la struttura.
In biglietteria mi chiedono se voglio arrivare alla sfera più bassa, quella e metà o quella piu in alto.
Io dico quella più alto e poi un po' mi pento perché il biglietto è di 220 yuan, circa 25 euro.
Entro nel parco antistante dove sono presenti dei baracchini in parte chiusi, forse per la pioggia, e imbocco la scalinata. Arrivo all'ingresso.
Rimango piuttosto stupito perché una sala in cui con transenne sono disegnati complicati e labirintici percorsi per contenere il maggior numero possibile di persone è straripante di migliaia e migliaia di turisti.
Faccio una lunga coda prima di arrivare all'ascensore, circa un'ora e mezza.
Sono un po' più alto della media e vedo oltre le teste, conto sei stranieri.
La coda è a tratti snervante perché nonostante non si possa procedere la gente spinge e cerca di superarti. Sono più o meno circondato da famiglie con bambini che, con l'arroganza tipica dei nuovi genitori, si muovono e fanno comportare i digli come se questo posto fosse solo per loro.
Sarà perchè trovo i visi dei bambini cinesi davvero adorabili oppure perché in genere finisco sempre col fidsarmi a lungo con occhioni neri sgranati ma non mi scatta l'istinto omicida che sarebbe normalmente mio proprio in una coda di questo tipo in Europa.
Arrivo all'ascensore e ci fanno accalcare dentro. In pochi decine di secondi arriviamo a 259 metri di altezza.
Credo di essere arrivato a destinazione ma invece mi ritrovo a fare un'altra coda.
Dopo mezz'ora a scorrimento lento arrivo all' altro ascensore che porta alla cima, 351 metri.
Con sorpresa scopro che la punta è chiamata 'space capsul', filmati introduttivi su deicon monitor promettono un'ottima visuale e una specie di avveniristico ambiente con computer e proiezioni interattive sui muri.
All'ascensore una ragazza, vestita in una tuta bianca a strisce azzurre che pare presa da un film di fantascienza degli anni 70,  ci fa calzare dei sovrascarpe.
Arrivati in alto mi pento subito della scelta d'acquisto che ho fatto.
La struttura è circolare e ricorda da vicino 2001 Odissea nello spazio. Un corridoio bianco e tondo con luci incastonate nelle pareti, pavimenti luminosi e schermi ovunque. Il colore predominante di tutto è un bianco intenso.
L'inserviente venuta dal futuro si mette davanti ad uno schermo dotato di sensore di movimento, una tecnologia simile al Kinect, e interagisce con una specie di piccolo alieno bianco fatto al computer che si suppone debba essere divertente.
2 ore di coda per arrivare a 350 metri in un ambiente senza finestre. Gira notevolmente peggio quando il piccolino al computer fa apparire altri 5 suoi compagni e cominciano a ballare GanGnam style.
Da questo spettacolo patetico, provando un po' di pena per la ragazza costretta a fare questa scenetta centinaia di volte al giorno, sgattaiolo via e trovo una scaletta che conduce ad un piano superiore.
Non siamo in molti qui sopra, sembra che la gente dopo lo spettacolino si diriga direttamente all'ascensore per tornare giù.
Anche qui l'ambiente è di un bianco furioso però è dotato di una finestra che fai giro dell'intera bolla all'interno della quale ci troviamo. Inoltre ha un bagno. Sono sopra la torre più alta di Shanghai e ci faccio pipì.
Nonostante sperassi in qualcosa il tempo inclemente rende quasi invisibile la città, si intravede più che altro quello che abbiamo intorno o sotto. Basta comunque a dare quel tanto di vertigine che mi fa rendere conto a quale altezza vertiginosa io mi trovi sospeso, aggiungo,  ad un palo di cemento.
Per scendere ovviamente affronto l'ennesima coda. La tappa intermedia è quella dei 259 metri.
Frotte di persone si spingono e scontrano per andare nella posizione ideale dove poter scattare il maggior numero di foto. Qui ci sono le finestre anche se un po' appanate tanta è la calca. La visibilità è molto migliore si vede bene lo strano panorama di grattacieli che finora avevo visto solo dal basso.
In pochi affrontano la terrazza esterna.
Attorno a questa bolla mediana una terrazza, per metà pavimento in legno e per metà qualcosa di trasparente che mi auguro non essere vetro, fa tutto il giro. Per quanto mi sforzi non riesco a mettere piede sulla parte trasparente. Sotto di me, a 259 metri, una morte orribile e certa.
Faccio molte foto ma non mi trattengo e lungo, sono un po' stanco di tutta questa confusione e della sensazione di star perdendo il mio tempo.
Riprendo un ascensore, dopo un'altra, usuale, coda, e mi fermo all'ultima è più grande tappa a 90 metri d'altezza che percorso interamente. Scendo alla base con l'ascensore di vetro.
Scorgo con orrore misere scalette in metallo che si arrampicano lungo i paloni di cemento.
Una quantità di negozi rende il piano interrato un piccolo centro commerciale accessibile solo con biglietto ma non c'è niente che mi interessi e proseguo verso l'uscita. Sono entrato circa alle 11 e ora sono le tre del pomeriggio.
Non dico sia stato solo uno spreco di tempo e denaro, e' stata comunque una esperienza interessante e a tratti anche divertente, però non mi attendevo certo di doverci passare mezza giornata.
Fuori piove un po' di più. Vicino c'è un centro commerciale di dimensioni mastodontiche e provo ad entrarvi alla ricerca di un ombrellino. In pratica lo percorro in linea retta senza nemmeno avere il coraggio di fermarmi dato che ci sono solo negozi grandi marche e altri, sempre costosi, con nomi che scimmiottano qualcosa che dovrebbe sembrare italiano.
Prendo la metro e decido di andare in piazza del Popolo dov'é in teoria c'è un parco che nonostante la pioggia dovrebbe essere piuttosto animato.
L'area verde non è grande quanto immaginavo ma molto ben curata. Intorno grattacieli su grattacieli incombono sui grandi alberi che non reggono il confronto.
Mi imbatto in uno spazio coperto dove ci sono diversi fili tesi con appesi quelli che sembrano appelli, con tanto di foto di persone e pagine fittamente scritte. Alcune persone sedute su delle seggioline vigilano.
Diversi curiosi si fermano leggere e mi chiedo che cosa sto perdendo.
Decido di non prendere la metropolitana per tornare in hotel ma di andarci a piedi,anche perché ho visto indicazioni di un'area perdonale nelle vicinanze.
Qui prendo, da un negozietto con vendita diretta sulla strada, 3 cosine da mangiare che ho visto spesso in giro per la Cina.
Sono delle specie di polpettine grandi un po' meno di un pugno di una specie di pasta fillo con sopra un disegno o un timbro in rosso. Si rivelano ripiene di carne macinata e sono davvero molto buono.
In fronte a questo negozietto vedo un  imponente palazzo con l'insegna 'number one Food Store'. Ne avevo letto sulla guida ed era comunque uno dei posti che volevo vedere, pare qui si trovi di tutto.
Sono 5 piani molto estesi esclusivamente dedicati a vendita di cibo.
Decine e decine di stand si susseguono e la gente si assiepa attorno per comprare quanto appena cucinato o sfornato.
Vedo pasta strana che ricorda i nostri spatzle, pezzi di pesce essiccato, the, spezie, radici, carne di tutti i tipi, diverse teste di maiale disossate legate con del nastro rosso e con un fiocco sopra come fosse un bel regalo da fare a qualcuno.
Mi colpiscono in particolare delle scatole in legno pregiato contenenti radici dalle elaborate forme allungate che hanno prezzi che superano i 1000 yuan.
Agli ultimi due piani, con una certa sorpresa, trovo un sacco di ristoranti e ristorantini che propongono cucina a prezzi modici e che sembrano molto allettanti. Stasera verrò qui.
Sono le cinque mezza e decido di tornare in hotel dato che qui ho un po' di giorni e non voglio per forza ammazzarmi di fatica come ho fatto da quando sono arrivato in Cina.
Mentre torno mi ferma per strada un tizo che pare arabo o nordafricano. Mi chiede se voglio marijuana. È da Londra che non mi succedeva. (Gli dico di no).
La giornata non è stata molto proficua però devo dire che sono soddisfatto. È il primo posto dopo Pechino dove posso movermi con facilità e trovare sempre qualcosa di interessante da fare .
Non ne potevo più di anonimi stradoni polverosi e posti tutto chiusi.
Torno in hotel mentre il Bund si accende e mi godo questa visuale incredibile.

3 commenti:

  1. ... NON HAI AVUTO IL CORAGGIO DI METTERE I PIEDI SUL PAVIMENTO TRASPARENTE???? ... è la prima cosa che avrei fatti io ... e avrebbero dovuto PAGARMI per tirarmi via ... e tu ci hai speso pure un sacco di yuan, fatto file da attacchi omicidi, ecc ...??? mah!!
    Certo è, comunque, che ti ci fanno sentire un povero e piccolo pollo campagnolo che PAGA per andare a vedere cosa possono fare i ricchi ...

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  2. Se per te 359 metri é tanto allora ti devi vedere BURJI KALIFA a Dubai che é 848 metri =) - Diego Barattoni

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  3. ...Andrea e Giuliano incontrano Licia per caso :)

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