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domenica 9 febbraio 2014

Nevica ad Hangzhou

Mi fermo una mezz'ora in hotel e poi esco come sempre per scoprire un po' del nuovo posto. Chiedo in reception e l'Internet e la colazione sono compresi. Bene, è da Beijing che non faccio colazione in hotel.
La neve è fitta e abbondante ma per ora attacca solo sulle macchine, sull'erba e sulle piante. Sul marciapiede si limita a  creare piccole pozze fangose dove rischio costantemente di scivolare. Sono costretto in certi punti a camminare coi piedi a papera.
Non molto distante c'è uno degli ingressi alla grande attrazione di Hangzhou, ovvero gigantesco parco con annesso lago.
Per arrivarci cammino lungo un trafficato stradone a 10 corsie attorniato da centri commerciali e negozi. In fondo scorgo una grande statua/lanterna per festeggiare il nuovo anno del cavallo.
Parecchi pullman turistici sono parcheggiati vicino all'ingresso nonostante il tempo inclemente.
Alla sinistra una strada con costruzioni tradizionali, anche se probabilmente nuove, è colma di negozi e banchi che vendono perlopiù paccottiglia turistica per la quale però pare i cinesi vogliono fare.
Anche qui, come praticamente in ogni zona turistica, ci sono questi grandi negozi che vendono veramente stupidaggini. Fermagli in plastica a forma di diadema, portafogli in PVC, pupazzetti e giocattoli che paiono debbano rompersi appena presi in mano, gioielli chiassosi in plastica colorata. Eppure posti di questo tipo sono sempre presi d'assalto da frotte di persone.
Vedo però alcyni posti in cui prima o poi farò un salto. La città è famosa per il tè, sono molti campi le case tradizionali in cui viene servito, e per la seta.
Sono le 14 e prendo un paninetto un po' particolare con salmone e ananas.
La neve scende sempre più abbondante e per fortuna trovo un una bottega che vende ombrelli.
Ce ne sono di tutti tipi, anche molto costoso, io ne prendo uno economico (45 yuan) ma chesembra estremamente resistente. E tale si rivelerà.
Imbocco un sentiero che porta alla montagna posto subito dietro questa via commerciale.
Tutto il bosco è bianco.
Non possono arrivare automobili qui, l'unico modo è muoversi a piedi lungo i vari sentieri tracciati.
Si cammina letteralmente per un fitto bosco.
Alcuni cartelli riportano consigli su come fare stretching prima di cominciare la marcia che pare debba essere piuttosto provante.
Peccato per il rumore e lo strombazzare delle auto che sentirò comunque per tutto il tragitto.
Seguo delle frecce che mi portano al tempio del Dio della città.
Si paga un economico biglietto per entrare ma nell'area c'e' una pagoda, il tempio e diversi punti panoramici.
Siamo pochissimi e praticamente continuo a incrociare lo stesso signore ovunque vada. Mi guarda un po' stranito. Immagino la forte nevicata abbia dissuaso la maggior parte dei turisti.
Anche in biglietteria mi guardano un po' stupiti e i guardiani all'interno della pagoda sono seduti sonnolenti e annoiati a giocare sul telefono.
La pagoda è interamente costruita con un legno rosso che richiama tempi andati ma chiaramente la costruzione è moderna. All'interno, con mio stupore ma che con sollievo, scoprono un ascensore.
Le terrazze e camminamenti sono sdrucciolevoli e ricoperte di neve. Sugli angoli sporgenti dei tetti appuntiti campane suonano malinconicamente sospinte dal vento forte.
La vista è da mozzare il fiato.
La città è distante, oscurata dalla foschia. Una luce tenue e bianca illumina un bosco sterminato dal quale spuntano tetti di pagode, antiche case e templi sparsi fra gli alberi.
Se domani il tempo lo concederà e deciderò di fare tutta la camminata, chd credo richieda davvero tutto il giorno e forse più date le dimensioni del posto, dovrò procurarmi da bere e mangiare perché mi sa che sarà impegnativa.
Suono una campana posta all'esterno del tempio della città e noto dall'alto una statua dorata che mi fissa un po' arrabbiat.
Percorro sentieri e sentirini che si snodano in ogni direzione, con o senza frecce.
Uccellini variopinti si alzano in volo allarmati quando passo, ce ne sono di bellissimi.
Uno scoiattolo, il primo che vedo in Cina, mi attraversa la strada e sale su un albero. Mi fissa mentre cerco di fotografarlo ma, proprio quando sto per premere il pulsante dello scatto, mi sfugge a velocità supersonica.
Sotto la neve alcuni cespugli con grandi foglie verdi e lucide nascondono ampi fiori rosa con lunghi pistilli gialli.
Sono diverse le piante fiorite che incontro e la cosa sinceramente mi stupisce.
L'odore freddo e un po' elettrico della neve è per alcuni tratti coperto da un dolce profumo primaverile.
Attraverso punti panoramici resi ciechi dalla foschia, attraverso labirinti di rocce dalle forme inusuali nei quale si scoprono piccoli Buddha seduti di fronte a candele accese. Anche una Madonna con Bambino bianca e blu.
Cammino per un paio d'ore e poi,memore di quanto successo a Nanjing, quando la luce inizia a scendere ripercorro i miei passi e torno all'ingresso del parco.
Guardo sul GPS e mi rendo conto di aver percorso una distanza in due ore che è risibile se paragonata all'intera estensione di quest'area verde.
Rifaccio la via turistica piena di negozi ed entro in quella che mi sembr specie di grande e antica farmacia. I muri sono interamente ricoperti da scansie in legno nero contenenti vasi bianchi e blu. In realtà vendono tè.
Noto che alcune persone si servono da un grande mastello in legno dotato di due rubinetti. Prendo un bicchiere di plastica e mi servo un po' di te caldo che aiuta a dimenticare per un po il freddo patito finora e i pantaloni zuppi.
Arrivato in fondo alla via scopro che girato l'angolo c'è un'altra zona simile. Noto la vecchia moschea che però è visitabile solo all'ingresso. In pratica posso solo vedere un muro bianco e una targa anche in inglese che spiega che oltre quel muro ce il più antico palazzo sopravvissuto di Hangzhou, circa del 1100.
So che dalle parti dell'hotel c'è anche il quartiere musulmano. Ci dorrebbe di conseguenza essere anche il classico mercato notturno e penso che potrebbe essere una buona zona dove cercare una cena.
Giro a lungo ma non lo trovo, in compenso noto un ristorante che fa specialità musulmane nel quale potrei decidere di andare stasera.
Per il momento la città mi ha fatto una bella impressione, spero in un tempo un po' migliore sennò sarà davvero complesso visitare il parco.
Se proprio mi andasse male ho visto che un autobus porta in una specie di parco divertimenti in cui hanno ricostruito un intero villaggio, con tanto di figuranti, per far vedere com'era la vita qui nel Quattrocento. Potrebbe essere una perdita di tempo ma potrebbe anche rivelarsi interessante. Chissà.

1 commento:

  1. ... bello e sarebbe meno pacchiano se non ci inserissero pure le madonne... magari a fianco di biancaneve ... però ... mah! ... Non mi spiego la sottile e profonda bellezza dell'antico rispetto alla gratuità scontata del "moderno" ... Possibile si debbano ripetere errori già commessi da altri? ... emi scappa il termine "cineserie" che, pensavo, fosse riservato a ciò che vendono dalle nss parti ... ... con la neve, comunque, il parco deve essere splendido e meno usuale ...

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