Nonostante la stanchezza con la quale mi sono coricato ieri sera stamane sveglio presto, alle 6 e 30. Rimango a letto, pigro, fino alle 8.
Sciacquo la faccia e quando faccio per vestirmi mi accorgo che i calzini, che erano praticamente nuovi, di spugna e lana grossa e morbida, sono lisi e bucati in più punti dopo la camminata di ieri.
Per le 9 sono fuori, prendo la metro, arrivo all'ultima fermata e mi dirigo verso il villaggio culturale sul lago di xianghu.
Ogni tanto esce un po' di sole,la temperatura è di qualche grado sopra lo zeroe il vento non è troppo impietoso.
Cammino lungo il marciapiede affiancato da un'affollata strada a 12 corsie.
Dopo qualche chilometro per un attimo credo di avere un'allucinazione.
La strada scende e fa una curva verso un'area verde. Sopra tutto svetta il campanile di San Marco, quello di Venezia.
Mi guardo intorno, controllo la guida, controllo la direzione. La strada è giusta e...effettivamente non sbaglio. Sono vicino Venezia.
Non riesco a traversare la strada, che non ha strisce pedonali, ma salgo su di un punto sopraelevato. Vedo Piazza San Marco e case veneziane.
La cosa è folle penso. Il campanile non è molto curato nei dettagli e sulla punta riporta la scritta 'Venice', il palazzo del Doge è più basso ma praticamente identico. La piazza è un ampio parcheggio. Distianti noto il Ponte dei Sospiri e un piccolo ponte di Rialto. Le case ricordano da vicino quelle dei quartieri nuovi di Venezia con le punte delle finestre che terminano ad ad ogiva e il balcone in pietra bianca, le pareti sono tinte di colori pastello. Canali attraversano tutta l'area. Mi riprometto da visitare il posto tornando.
È surreale e un po' inquietante ma merita più attenzione.
Lascio lo stradone e mi inoltro verso una collina verde. Frecce mi fanno arrivare al villaggio.
È molto piccolo, pare originale e nel contempo un baraccone per turisti.
Ogni singola casa è visitabile e contiene un museo per lo più messo lì per giustificare il fatto di visitare l'edificio.
Le case sono basse, muri bianchi, tetti neri appuntiti e ornati con figure di drago.
Gli shop stanno aprendo e un paio di sonnacchiosi ambulanti iniziano a distribuire la loro mercanzia lungo il percorso pedonale.
in sè il paesino merità giusto un giro veloce di non più di mezz'ora, sono stato a Pingyao, questa posto ha ben poco da offrirmi.
altre indicazioni mi portano verso un mercato del pesce sul lungolago e un presunto villaggio di pescatori che realtà si rivela un'area di edifici moderni adibita a ristorante.
Lungo i sentieri lastricati casse mimetizzate tra la vegetazione sparano musica a tutto volume.
Sopra a tutto però c'è l'assordante rimbombo di musica techno che proviene da un parcheggio.
Assistito ad una scena che mi fa sorridere ma anche gelare il sangue.
Cuochi e camerieri dei locali del villaggio dei pescatori sono radunati in una mattinaniera sessione motivazionale durante la quale fanno flessioni, corrono, si incitano e sfidano in giochi di gruppo.
Queste cose sono da manuale di psicologia del lavoro per dicerebrati. Già fanno un lavoro faticoso in più vengono anche sottoposti a questa orrida cerimonia.
Il parco è godibile e gironzolo per po' fino ad una piazza con un grande portale e alcuni stand del tiro a segno e altri giochi per bambini. compro una bottiglia di tè.
il giro merita anche per il fascino di vedere all'orizzonte, oltre padiglioni, ponti ad arco e alberi contorti il grande campanile veneziano che domina su tutto.
decido di andarmene a Venezia.
Faccio un lungo giro fino ad arrivare ad un cancello dove un guardiano mi fa capire che non si può entrare. Credo sia un complesso di appartamenti per ricchi che forse vorrebbero vivere a Disneyland.
Non mi do per vinto, imbocco uno stradone che fa il giro della zona fino ad arrivare alla piazza dove un guardiano addormentato nemmeno mi nota. Incredulo faccio molte foto mi guardo un po' attorno ma non ho modo di esplorare a fondo perché vedo già dei poliziotti che mi si avvicinano e quindi torno sui miei passi.
C'è qualche auto parcheggiata ma, nonostante l'ampio spazio, praticamente non noto nessuno. gran parte delle costruzioni sembrano disabitate, abbandonate o mai finite di costruire.
Continuando lungo la cancellata che chiude questo strano posto noto poco distante un parco di divertimenti, anche questo abbandonato, con un grande veliero e un alto ottovolante.
È strano e affascinante nel contempo. alcuni scorci ricordano davvero Venezia, solo forse dopo un epidemia zombie.
Torno alla metro e scendo dopo parecchie fermate vicino al mercato della seta.
È una lunga strada pedonale' forse 1 km, dove all'interno di basse case antiche sono stipati piccoli negozietti, uno a fianco all'altro, che vendono solo ed esclusivamente prodotti in seta. biancheria intima, pigiami, piumini, giacche, calzini, camicie, vestiti, scialli. c'è di tutto qui.
Passò un po' di tempo entrando e uscendo da negozi e accarezzando tessuti preziosi e bellissimi. Non ricordavo che la seta fosse così liscia e incredibilmente bella.
Gran parte dei negozi vendono meravigliosi completi imtimi femminili e sottovesti.a non c'è qualcuno a cui regalarli.
è comica l'espressione dei commessi che si accorgono di me solo quando sto passamdo oltre la loro vetrina. c'è un che di sconfitta nell'essersi fatti sfuggire il pollo straniero.
trartengo a stento le risa nei posti dove entro. ho sempre una venditrice sull'attenti a fianco che non mi molla e cerca di farmi toccare e acquistare tutto quel che non ha un cartellino col prezzo.
vicino c'è un centro commerciale del tipo che adoro.
esteso come un quartiere, su 6 piani, un labirinto di banchi strabordanti, passaggi stretti e un po sporchi, di tutto in vendita.
compro un piccolo trolley per il quale non credo mi faranno problemi in aeroporto. lo zainetto ha un lungo strappo in cima e poi aggiungo un po di volume e spazio al bagaglio di ritorno.
passo in hotel a lasciar giù il nuovo acquisto e vado al lago.
c'è un po di sole e tanta gente a passeggio.
maghi che fanno numeri con anelli, venditori di brutte riproduzioni di dipinti antichi, stand dove fare foto in costume da imperatore. un signore scrive grandi caratteri cinesi su dei rotoli di carta fra la curiosità generale.
immancabili i karaoke improvvisati dove la gente fa la fila e le piazzette tradformate im balere.
passeggio fra bambini che si inzaccherano di zucchero filato, coppie a spasso, anziani che giocano a carte.
ancora una volta noto capannelli di signori che discutono animatamente. al centro sempre un uomo infervorato che parla acceso. non so se assisto a predicatori o a sessioni di autocritica socialista.
oggi ci sono molti scoiattoli grigio-fulvo che si ineguono sui tronchi e saltano fra i sottili rami degli alberi fra 'ooohh' ammirati.
sento musica e assisto ad un notevole spettacolo d'acqua che viene spruzzata da decine di ugelli nascosti nel lago.
mi allontano veloce mentre inizia uma seconda parte sulle note di 'my heart will go on' da titanic.
torno un'ultima volta alla strada di negozi in cui mi ero casualmente ritrovato il primo giorno. non l'avevo mai notato ma c'è il museo meno interessante del mondo. il museo delle finanze e tasse cinesi. è chiuso, ultimo ingresso alle 16. che peccato.
cammino piano, curioso nei negozi. i piedi fanno male. è tempo di tornare.
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martedì 11 febbraio 2014
Strane scoperte
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Vinse il paesino verità giusto un giro veloce viene anche mezz'ora sono stato a Pigna oh questa cosa questo posto a ben poco da offrirmi diversamente di valore ....
RispondiEliminaQUESTA QUI MICA L'HO CAPITA .... oltre a buona parte del resto ... comprendo la fatica ... però vacci piano ... con l'oppio ....
omg!!!lo svarione ci sta tutto!!!
RispondiEliminaHo corretto mentre aspettavo in stazione. Contenti?
RispondiEliminaE si pò anche parcheggiare l'auto in piena piazza S.Marco...dovevano darti la cittadinanza onoraria, ostregheta!!!
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