Translate

giovedì 6 febbraio 2014

Terza cena a Shanghai

Esco con l'intenzione di tornare al Number One food store ma invece decido di dare un'occhiata alle vie intorno al Bund' che oggi tornando mi erano parse piene di locali e ristorantini. Inoltre cerco di seguire la regola del non mangiare mai due volte nello stesso posto alla quale, Nanjing esclusa, ho finora tenuto fede.
Mi infilo in un locale che pare piuttosto affollato e onesto.
Vicino all'ingresso una serie di vasche contiene dei pesci vivi che si muovono in così poca acqua chi e a malapena riescono ad esservi totalmente immersi.
Mi portano un menú in inglese e ordino dei noodles e dell'anatra al tè.
Una cameriera mi fa di soppiatto una foto pensando di non essere notata.
Oggi, a parte la scarna colazione, ho mangiato solo quel pezzo di pane di cui parlavo nel post precedente e sono decisamente famelico.
I noodles sono cotti in abbondante salsa di soya e condita con del maiale a straccetti e una verdura che potrebbe essere della bieta.
La porzione è decisamente abbondante.
L'anatra è piuttosto magra, cotta con foglie di tè croccanti e pare semplicemente arrostita.
È decisamente succulenta e, nonostante sia perlomeno un quarto di anatra, la divoro.
Tornando per qualche motivo ho voglia di qualcosa di dolce ma so che ho già mangiato più che a sazietà. Mi attardo per qualche altra viuzza e torno sul Bund.
Non ho accennato che anche questa sera in due mi hanno offerto massaggi speciali ma direi che qui quando cala il sole probabilmente vanno a caccia di turisti con uno scopo ben diverso dal mio.
La pioggia aumenta, arriva a a scrosci tanto forte che mi fa rinunciare ad aprire l'ombrello che si potrebbe piegare e rivoltare in un secondo.
Anche stasera i grattacieli offrono uno spettacolo diverso.
Le cime sono scomparse, inglobate da nubi voraci che cambiano di colore col variare dell'illuminazione dei palazzi.
Una nave turistica, di quelle che offrono crociera su questo panorama e cena a bordo, mi passa davanti. È addobbata come un galeone antico, tre alberi tutti sbrilluccicanti di luci al neon gialle.
Nonostante il vento e la pioggia faccio molte foto. Lo spettacolo ha sempre un che di entusiasmante.
Torno in hotel satollo e leggo ancora un po' Stephen King, prima di addormentarmi in questo soffice letto.

1 commento:

  1. ... mah ... se ci fosse la neve parrebbe il paese di babbo natale .... per quanto affascinante ...
    siamo proprio come le allodole (direbbe un cacciatore) che si fanno prendere con il "sambèlo" .. che sarebbe una specie di oggetto pieno di pezzi di specchi che viene fatto vorticare in prossimità della doppietta: riflettendo la luce crea vortici luminosi che.. attirano gli uccelli ...
    PS: mai pensato ad un massaggio ... AI PIEDI?

    RispondiElimina