Questa mattina mi sveglio presto, verso le sette e mezza, faccio colazione, mi lavo e mi accorgo che le cose stese non sono ancora asciutte.
Decido di lasciarle dove sono anche se verranno a fare le pulizie tanto immagino avranno visto ben altro.
Prima delle 9 sono per strada.
Anche oggi piove, c'è molto vento e fa piuttosto freddo.
L'ombrellino, già provato da ieri, oggi col vento ce soffia sul Bund comincia a cambiare forma e perdere pezzi.
Ancora una volta i grattacieli di Pudong mi si mostrano diversi. La diffusa foschia e le nubi basse giorno dopo giorno ne stanno sempre più consumando le cime.
La Torre Chupa Chups ora è visibile solo fino alla sfera più bassa, cioè per circa un terzo della sua estensione.
Il programma di oggi prevede di visitare i tre templi principali della città e poi, come sempre, fare un giro un po' alla ricerca di ciò che mi porta il caso.
La metropolitana in questa città è una benedizione.
Non solo è economica, pulita ed efficiente ma anche con una copertura talmente capillare ,ci sono 12 linee, che dovunque voglia andare posso prendere un treno capitarvi non molto lontano.
Scendo alla stazione che porta il nome della mia prima tappa Jing'An Temple. Come un cretino cerco il posto percorrendo le vie attorno che sono occupate per lo più da grattacieli.
Sono quasi tentato di lasciar perdere e sto maledicendo Google Maps quando mi accorgo che il tempio è esattamente sopra la stazione della metropolitana.
C'è un grande muro bianco con tre portali in legno rosso, delle colonne con sulla cima una decorazione dorata con tre teste di leone. sullo sfondo un' alta e sottile pagoda interamente d'oro.
Il biglietto d'ingresso è, secondo il mio standard, piuttosto caro -100 yuan- ma decido comunque di entrare dato che la recente età di Shanghai non offre molti siti di questo tipo.
c'è un po' di ressa intorno ad un bruciatore per l'incenso, molti sono qui per pregare. trovo abbandonati su un tavolino 3 bacchettini e li offro anch'io. La richiesta è la solita.
In cortile non è molto ampio soprattutto perché schiacciato tra tutti gli altissimi palazzi circostanti. due alberi sono carichi di lanterne e di amuleti rossi.
prospiciente l'ingresso, su di un rialzamento a gradoni, la sala principale.
Questa sala di preghiera è di dimensioni imponenti e, leggo in un cartello, è interamente costruito di legno di tek proveniente dalla Birmania.
All'interno una statua di 9 metri e pesante 15 tonnellate del Buddha in meditazione. È 100 per cento argento.
Come sempre in luoghi sacri sono un po' in imbarazzo fare delle foto, ma di fronte a questo idolatrare forse un po' blasfemo, mi viene in mente il vitello d'oro, non riesco a trattenermi.
A cirondare interamente il complesso del tempio dei palazzi costruiti rispettando lo stile architettonico generale ma decisamente moderno, e con sale in cemento armato nudo.
Pare sia questa anche una scuola per monaci. ne vedo alcuni con lunghe tuniche di un arancio smorto che girano e controllano i turisti. Su di una terrazza una tunica è stesa vicino a mutande e calzini.
Al di là della struttura e di ciò che contiene, la cosa che più mi colpisce è lo stacco, in senso d'assedio, che queste grandiose, elaborate eppur piccole stanze subiscono rispetto ai giganti di vetro e acciaio che dall'alto osservano con sprezzo. Faccio un sacco di fotografie. un laghetto sul retro contiene una quantitá eccezionale di carpe koi.
ce ne sono di anche mezzo metro, i colori sono dal bianco al rosso acceso.
uma bambina da loro dei pezzettini di biscotto e, pazze di fame, si gettano l'una sull'altra per prenderw il cibo. le grandi bocche tonde emergono dal filo dell'acqua e le si sente fare 'pop-pop' ogniqualvolta la aprono nuovamente. sono moltissime e freneticamente ai spingono e scivolano sul dorso lucido e colorato delle altre. una chiazza di colore in conrinuo movimento, come aver gettato della tempera nell'acqua che ora la mescola e allarga.
Raggiungo la seconda tappa dopo aver cambiato un paio di linee della metro e aver percorso un pezzo a piedi provando un po' di pena per il mio eroico piccolo ombrello che ce la sta mettendo davvero tutta contro il vento forte.
In questo secondo tempio è custodito un Buddha interamente in giada, devo fare un po' di fila all'ingresso, che è molto più economico dell'altro, e mi trovo in una scena vista molte volte ma sempre affascinante.
Ampio cortile circondato da un portico tradizionale in legno rosso con tetti grigio-neri, un elaborato e grande bruciatore, persone che appendono le loro richieste scritte su rettangolini di legno rosso agli alberi antichi.
altri scrivono i loro desideri su dei pezzettini di carta che poi vengono raccolti all'interno di una specie di origami giallo a forma di fiore di loto e bruciato insieme all'incenso.
Molte sale si apronoai lati e molte sono le divinità qui adorate. c'è gente che prega davanti a tutte.
Credo d'aver trovato il Buddha di Giada invece mi ritrovo in un negozio all'interno del tempio dove vendono riproduzioni gigantesche, che costano fino a 400 mila yuan. girando per i vari cortili trovo più di un negozio e per curiosità do un occhiata per la prima volta ai prezzi della giada visto che qui ci sono e non è una cosa molto frequente in Cina.
Rimango senza parole notando che anche le cose più piccole, ovvero grandi come l'unghia del mignolo, possono costare anche 400 yuan. non so da noi la giada come sia considerata e quanto costi ma qui è incredibile.
Ci sono semplici bracciali di giada verde tondi litigate che partono da 20000 yuan e mi chiedo come sia possibile che li vendano in uno shop senza nemmeno una guardia o delle vetrine blindate.
In questo caso devo dire che mi trovo a malincuore costretto a reprimere la mia voglia di acquistare qualcosa.
Percorro i vari con cortili del tempio incontrando ai lati statue di divinità a volte benevole e sorridenti altre volte vistosamente irose. trovo infine un'indicazione che porta al piano di sopra dove c'è l'attrazione principale di questo posto.
Guardata a vista in una sala transennata c'è questa famosa statua di Giada che mentre mi aspettavo molto diversa. il colore predominante è il bianco, non sul verde, e, sarò ignorante, ma non mi dice molto di particolare se non che dato il peso, e ricavata da un unico blocco ed è alta almeno 5 metri, deve essere inestimabile in valore.
il mio percorso di oggi prevede poi di andare in un quartiere che si chiama Xintiandi che dovrebbe essere simile al posto dove sono andato ieri pieno di negozietti e viuzze labirintiche.
ci arrivo in metropolitana ma devo dire che è molto diverso da come descritto nella guida e soprattutto da come da come me lo aspettavo.
È una parte di Shanghai non ancora abbattuta per far posto a grattacieli e centri commerciali.
sono 2 o 3 piccoli quartierini chiusi su se stessi e attraversati da vicoli che hanno il loro fascino ma che contengono semplicemente abitazioni e mi sento un po' in imbarazzo a passare di fronte alla porta di casa della gente che mi fissa un po' diffidente.
Certo si vede dove vogliono portare la zona. sulla via principale ci sono molti coffeeshop gallerie d'arte negozi per turisti.
Lungo la via incrocio una ragazza assurda. avrei voluto fare una foto ma ho preferito non osare.
Poco più di vent'anni capelli lunghi fino in fondo alla schiena biondo platinato la pelle chiarissima con trucco che quasi annulla i lineamenti eche fa risaltare gli occhi che sembrano giganti come quelli di una bambola. è vestita tita con una divisa da cameriera vittoriana con tanto di grembiule bianco e ornato con pizzo e merletti. Sembra uscita da un qualche disegno erotico di un manga giapponese.
Temo di sapere perché ha la pelle così chiara, quasi di cera. nel mio vagare per negozi in cerca di deodoranti, che non ho ancora trovato, mi sono spesso imbattuto in bottigliette contenenti non so bene quale intruglio chimico appunto per schiarire la carnagione.
L'altra e ultima tappa che mi ero prefisso era una visita al bazar e al tempio del Dio della città. a piedi sarà circa mezz'ora e decido di non prendere ancora la metro.
Faccio un'ottima scelta perché non solo mi ritrovo a passare per belle vie dicase basse con ambulanti che vendono cibo gente per strada partite di Domino e un piccolo mercatino di modernariato ma trovo anche quasi nascosto dentro ad un androne un mercato di animali.
Vendono principalmente uccelli e tartarughe. Entro in un posto tappezzato di gabbie dove si possono acquistare solo cincillà che sono morbidi e meravigliosi.
Sento rumore di grilli e mi avvicino ad una sezione dove e non capisco davvero perché vendono solo ed esclusivamente grilli e cicale.
Ne hanno a centinaia di tutte le dimensioni alcuni grandi quasi la metà della mia mano.
sono contenuti in barattolini vetro bucati sulla superficie.
Il frinire è forte è rilassante.
Arrivo al bazar e mi trovo in un'area che ricorda vicino quella del Tempio di Confucio a Nanjing.
È una specie di centro commerciale all'aperto su più vie e costruito in uno stile che imita quello tradizionale.
Anche qui per la festa delle lanterne ci sono statue in carta e fil di ferro delle forme più disparate. Oltre all'ovvia celebrazione del cavallo c'è una scena di corte una scena con Adamo ed Eva è una con Biancaneve i sette nani e Bambi tutte poggiate sulla superficie di uno specchio d'acqua con alle spalle questi negozi simil pagoda.
Entro nel tempio e mi danno dell'incenso che offro anche in questo caso. il tempio è affascinante ma non diverso da quelli visti già decine di volte.
Prendo un succo di pompelmo e sei palline di pastella, con dentro forse verza, fritte e accompagnate con scaglie di pesce affumicato e secco. sopra mi mettono quella specie di soia/maionese che ho già assaggiato.
Torno all'hotel per le 4 con l'intenzione poi di uscire prima e magari fare un giro in qualche negozio nella via dove c'è il number one store che pare aperta fino orari alieni ai ritmi cinesi che ho conosciuto finora.
Con le tappe di oggi ho fondamentalmente concluso di vedere quel che la città ad offrire ad un turista.
domani immagino vagherò per negozi vie e tornerò in qualche posto già visitato.
magari proverò a salire sul cavatappi. Non dovrebbe piovere.
Questa sera potrei andare al bazar a mangiare dove ho visto esserci diversi posti a sedere in locali interessanti per quanto di vocazione turistica. E poi comunque il posto ha il suo fascino ed è a non più di mezz'ora a piedi dall'hotel.
sí, oggi manca un sacco di punteggiatura e ci sono errori ma l'app funziona malissimo e mi manda ai matti.
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giovedì 6 febbraio 2014
Templi e scoperte
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... giorni fa avevi scritto che non "volevi sciommiottare .. e mancare di rispetto" .. ora inizi a bruciare incenso ..?? (è perfettamente inutile: soldi non te ne giro più .. eh ... eh ...).
RispondiEliminaCerto che pure le statuine di biancaneve, i nani ... ecc ... ci mancava solo quella di Berlusconi ... mah! che peccato buttare via così una splendida cultura millenaria ....
Bund deriva da una espressione anglo-indiana che significa «le rive della baia fangosa». In origine il Bund non era che una riva fangosa sulla quale si scaricavano le merci dalle imbarcazioni.Il Bund si estende lungo la Via Zhongshan, chiamata così in onore di Sun Yat-sen (in cinese Sun Zhongshan), primo presidente della Repubblica di Cina. Misura 1500 m e inizia a sud dalla Via Yan’an (antico Viale Edoardo VII) e termina al ponte Waibaidu (antico Garden Bridge), sul fiume Suzhou, quasi alla confluenza con il Huangpu.
RispondiEliminaVicino alla via Nanchino e al tunnel turistico che collega le due rive del Huangpu, si trova una gigantesca statua bronzea di Chen Yi, primo sindaco comunista della città.
"L'oro ha valore, la giada è inestimabile" ... antico proverbio cinese. Trovo scritto che la giada (di qualità) può valere - a pari peso - quasi tre volte l'oro:
RispondiEliminaPS: non ci sono guardie giurate e/o teche blindate ... perché in Cina c'è la pena di morte ....