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giovedì 6 febbraio 2014

Piove a Shanghai

Anche oggi piove, in modo però più convinto rispetto ieri. L'aria è fredda e il vento soffia forte sul Bund.
Mi alzo verso le otto e mezza e faccio colazione. Assaggio le tortine prese ieri che si rivelano ahimè una delusione, sono tutte solo vagamente dolciastre e credo alcune contengano una sorta di marmellata di fagioli di soia.
Fortuna che avevo preso anche una confezione di biscotti alle noci che mangio con il latte cercando, di togliere il sapore di quanto avevo assaggiato poco prima.
Ormai è ora di prenotare le prossime tappe. Decido di seguire le indicazioni di Ying, preziosa (e gentile) anche questa grande distanza. Hangzhou e Suzhou.
Cedo alla pigrizia e metto i maglioni, i calzoni e qualche maglietta nel sacco per il servizio di lavanderia.
Scendendo verso la hall dell'hotel noto due ritratti che non avevo mai notato in precedenza. Pare che rispettivamente nel 20 e nel 22 in questo hotel abbiamo soggiornato Bertrand Russell e Albert Einstein.
Alla reception mi dicono che, nonostante sia scritto nel libricino di istruzioni che ho trovato in camera, non si occupano di prenotare biglietti del treno. Mi danno però una mappa dove segnano, qui vicino, un'agenzia che li vende.
La pioggia è piuttosto forte, sottile e trasportata dal vento mi sferza in volto e imbratta gli occhiali.
L'agenzia è un bugigattolo con dentro una signora cinese che mi guarda come se fosse appena entrato un orso a cavallo di un triciclo.
Per fortuna sullo smartphone avevo scaricato l'applicazione delle ferrovie cinesi con orari e dettagli di tutti i treni.
Riesco a prenotare per il giorno 9, verso le 10 di mattina, il treno per Hangzhou e poi il giorno 12, sempre a metà mattina, il treno per sul tuo Suzhou.
A quanto ne so poi da Suzhou è possibile prendere dei pulmini che portano direttamente all'aeroporto di i Pudong. Quel giorno non avrò fretta dato che la partenza è prevista per le 11 di sera.
Piuttosto soddisfatto per l'acquisto, che temevo ben più complesso e problematico, e data la condizione metereologica, mi dirigo a visitare un posto al coperto. Il museo di Shanghai.
Arrivo ad una fermata della metro e scendo dopo poco vicino a Piazza del popolo. 
Compro un ombrellino nero da una signora che li vende alla cima delle scale mobili.
Mi trovo un po' in difficoltà perché fra me e il museo c'è una strada a 20 corsie con sopra una sopraelevata altrettanto larga.
Attraverso con un po' di difficoltà e dovemdo fare un lungo giro. La struttura che ospita il museo è grande ma piuttosto anonima. Ci sono parecchi autobus turistici parcheggiati ma poca gente.
L'ingresso è gratuito e per lo zaino non mi fanno storie.
Il centro del palazzo è vuoto fino all'alto lucernario, la costruzione è su 4 piani. Tutto intorno scale e scale mobili portano alle varie sale.
È forse il museo più curato e internazionale che abbia visitato finora. Lo studio delle luci è molto curato e i pezzi in mostra sono estremamente interessanti. Le spiegazioni e le didascalie sono esaurienti e in un ottimo inglese.
Vedo in una sala ceramiche datate  10000 anni fa (10000 anni fa!).
Lungo il percorso che ripercorre tutta la storia della maiolica, che qui è stata inventata, seguo il percorso di lavorazione e la storia storia delle produzioni nelle varie parti del paese. È molto più interessante di quanto non possa sembrare a noi occidentali.
Noi abbiamo musei invasi da cristi, madonne e santi pallidi e sofferenti che vengono martirizzati. Sono meglii le ceramiche.
Soprattutto le ceramiche più antiche rivelano decorazioni geometriche che mi ricordano da vicino i Maya.
Sarà stupida come cosa mavedere la superficie di un vaso lavorata come se fosse un labirinto e con manici a forma di testa di drago, il tutto di colore verde, mi fa davvero pensare ai reperti Maya che ho visti al British Museum.
Bellissima è anche la sezione, c'è un intero piano dedicato a questo, dei bronzi. Dalle coppe ai portafrutta, ai vasi, campane, armi, specchi. Anche quindi troppo pensare all' antico Sud America.
Visito anche un'esposizione di raffigurazioni del Buddha che si rivelano antiche, misteriose e affascinanti forse solo come uno occidentale può avvertire.
La parte del museo dedicata al dipinto meriterebbe un'intera giornata solo per analizzare nel dettaglio questi grandi rotoli esposti.
Paesaggi antichi con montagne di sogno, alberi contorti, pagode perse nella nebbia. Sono stupefacenti.
È incredibile come con semplici tratti accennati con grandi pennelli e inchiostro nero si riesca a delineare una realtà così riconoscibile ed al contempo Antica sulla carta.
Metto in questo post alcune foto perché credo che ne valga la pena.
Decido di camminare un po' per il quartiere che in teoria conserva ancora un po' di quella che era la Shanghai dei tempi andati. Dove per tempi andati, dato che come dicevo fino a un secolo fa questo era solo un villaggio di pescatori, intendo comunque costruzioni e case relativamente recenti secondo i nostri standard.
L'architettura è sempre di stampo europeo. Non fosse per il groviglio di cavi distesi fra un palo e l'altro e le scritte in questa particolare lingua potrei forse star camminando per le vie della Torino vecchia.
Percorro un viale di almeno un chilometro dove vendono solo strumenti musicali, soprattutto pianoforti. Da diversi negozi esce la musica di qualche commesso che si esibisce alla tastiera. È bella in questa strada luminosa di pioggia.
Anche qui diversi posti vendono ukulele e non riesco davvero a spiegarmi perché.
Rimango per un po' a fissare una vetrina di un negozio che vende tamburi esattamente identici a quelli antichi e giganti che finora ho visto solo dietro a cordoni di velluto rosso nelle torri-museo.
Infilo l'ombrelloni in un sacchetto di plastica, sempre portare qualche sacchetto di plastica vuoto con sé, e riprendo la metropolitana in direzione di Tianzifang.
È nella concessione francese e si suppone debba essere un quartiere tradizionale ricco di storia e negozi di curiosità.
Esco dalla stazione e mi ritrovo un po' spaesato dal vedere attorno a me solo grattacieli. Non esattamente quello che mi aspettavo.
Nel dubbio, come sempre, seguo la direzione che prende la maggior parte della gente e mi trovo in un dedalo labirintico di viuzze strette che mi ricorda parecchio alcune zone di Amsterdam.
Mi perdo letteralmente perché ad ogni angolo, e ce ne sono molti, e ad ogni stradina si aprono altre vie e incroci tutti ricolmi di negozi piccoli interessanti.
Sono davvero tentato di comprare qualcosa. Ci sono moltissime cose belle e curiose in mezzoalla paccottiglia da turisti. Anche questa volta rifuggo questo desiderio ricordandomi che non ho spazio e che soprattutto non sono qui per questo.
La zona è molto turistica ma davvero affascinante. È bello vagare e buttare un occhio ai negozi che vendono giada, seta, tè, cibi strani, iproduzioni di vecchiarticoli rappresentanti Mao, improbabili magliette con scritte inglesi incomprensibili e souvenir della città.
Sono le quattro e mezza e decido di tornare all'hotel perché, onestamente devo lavarmi le mutande e calzini...
Non ho intenzione di spendere facendoli pulire con servizio di lavanderia.
E poi è il caso di tornare soprattutto per  prenotare gli hotel per le prossime due tappe.
Lungo il ritorno prendo una specie di panino con formaggio, cipolla e pezzettini di prosciutto..
Dal Bund le punte degli  stranini grattacieli di Pudong sono immerse e invisibili nelle nubi basse.
In hotel trovo i vestiti giá puliti.
Penoto due hotel che mi paiono belli, soprattutto l'ultimo a Suzhou che ancora una volta è in una casa tradizionale nell'area pedonale della città storica e con vista su di uno dei canali.
I calzini sono ora stesi sul palo che regge la tenda della vasca da bagno. Spero si asciughino prima di domani, non vorrei farli trovare a chi fa le pulizie. In fondo mi sto lavando la biancheria dove ha dormito Einstein.

1 commento:

  1. Qui prima giornata di sole dopo 10 giorni di pioggia battente! Ti rendi conto che "lì" si è inzuppati di una cultura che prosegue - ininterrottamente - da più di 5.000 anni? ... è incredibile se pensiamo a quanti popoli sono "tramontati" in tutto questo tempo ....
    PS: ti eri guardato in uno specchio PRIMA di entrare nell'agenzia di viaggi ...?

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