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mercoledì 12 febbraio 2014

La bella Suzhou

La notte passa tranquilla ma mi sveglio poco dopo le 6.
Me la prendo con pò di calma, vado a fare colazione e per le 8 sono già in metropolitana.
Il tempo sembra peggiorare di nuovo e il trolley pesa dannatamente.
Arrivo alla sala d'attesa dedicata al mio treno, come mio solito, con largo anticipo. Correggo il post sgrammaticato di ieri e inizio un altro libro di Stephen King.
Salgo su un treno superveloce spazioso e confortevole.
Ripassiamo per Shanghai e dopo mezz'ora circa sono a Suzhou.
Ci sono due linee della metropolitana appena terminate di costruire. I treni sono lindi e bianchi e, come sempre, ci sono indicazioni chiarissime e annunci anche inglese.
Scendo alla fermata vicino all'hotel, che dovrebbe trovarsi in piena area storica, e mi trovo in uno dei tanti anonimi stradoni affrontati tante volte.
Seguo il GPS e individuo la strada pedonale dell'hotel. Non c'è molta gente, negozi sono molti.
A fianco della via scorre un canale di un verde denso. Le case sono basse, muri bianchi, tetti neri.
Ci vuole un po' per trovare l'albergo, l'insegna è messa di sbieco su di una grande lanterna gialla.
È un'antica casa tradizionale abitata da almeno 6 generazioni e trasformata in alloggio con una cinquantina di stanze.
È molto diverso da quella di Pingyao, nell'atrio sedie legno scuro, elaborati cuscini in seta rossa, tre statue di divinità forse a proteggere la casa.
Subito dietro corridoi e cortili ricchi di consunte pietre ornamentali, bambù e piante con qualche bocciolo.
Alla reception non parlano inglese ma presentando il passaporto trovano la mia prenotazione e mi portano alla stanza
È al piano terra ed è molto fredda. È semplice ma bella, pavimenti coperti con stuoie e bassi mobili in legno castano. Due grandi letti, una tv e un alto apparato per riscaldare a ventola. I serramenti avranno più o meno l'età della casa e dentro c'è appena poco più della temperatura esterna. Il punto è che togliendo la tessera per aprire la porta dal suo alloggiamento la corrente viene interrotta anche al riscaldamento. Il bagno è semplice ma pulito, piastrellato in grigio, con doccia e anche vasca. Purtroppo non individuo col telefono una rete wifi e non trovo cavi di rete. Sarà un soggiorno un po' particolare ma credo che mi troverò davvero bene. Pare confortevole e silenziosa, e poi la vista sul giardino colpisce.
Mi fermo poco in stanza, estraggo lo zainetto, ci metto le cose fondamentali e inizio il giro di perlustrazione.
La strada pedonale è stretta e lastricata in pietra, ai lati diversi locali che offrono caffè e cappuccino, negozietti che vendono seta e artigianato locale, banchetti che cucinano sulla strada.
È piacevole passeggiare qui, sono capitato molto bene ad aver prenotato un hotel in questa zona.
Prendo un dolcino da un negozio sulla via, una specie di tartelletta di pasta di riso semi-dolce e glutinosa spennellata con del miele e qualcosa di zuccheroso. Non è male ma dopo qualche morso incontro nuovamente la marmellata di fagioli di soia che non mi è proprio congeniale.
Ha effettivamente un che di dolce ma si intende deciso il sapore di fagiolo.
Non per questo ne avanzo, anzi la divoro.
Questo posto mi convince nonostante, come ogni località del mondo dotata di canali, sia detta la 'Venezia cinese'.
I negozi si rivelano anche interessanti, vedo parecchi prodotti anche spiritosi e moderni non solo le classiche cose che unicamente un turista come me acquisterebbe.
Dall'altro lato del corso d'acqua un intricato quartiere di casette abitate che credo nei prossimi giorni meriterà una visita.
Percorro tutta la via, che è parecchio lunga, e noto che in alcuni stand offrono dei ravioli (penso dolci) di pasta bianca su quale stato disegnato un sorriso o un animaletto. Attorno altri dolcetti di colori accesi che sembrano non dico buoni ma che almeno potrebbero valere un tentativo i prossimi giorni.
Finita la via perpendicolarmente ne incrocio un'altra, più banalmente turistica, che porta al 'giardino del'umile amministratore'. Che umile non si rivela affatto.
Suzhou è famosa soprattutto per il gran numero di giardini e dimore antiche che si presumono essere davvero speciali.
Entro e sono stupito di ritrovarmi in un parco così grande. L'umile evidentemente aveva bisogno di 5 ettari di casa e giardino per esercitarsi ad essere dimesso.
L'acqua predomina su tutto. Pagode e padiglioni sono placidamente adagiati a filo di laghetti circondati da collinette erette con grandi pietre contorte. L'effetto scenico è notevole.
Passeggio a lungo ripassando diverse volte in alcuni punti che hanno davvero un fascino che finora non avevo ancora incontrato.
Mi imbatto quasi casualmente in un area recintata, ma accessibile, che contine un'esposizione di centinaia di meravigliosi bonsai. Antiche e piccole meraviglie che creano, crescendo miracolosamente su pugni di terra e sassi, paesaggi da sogno.
Normalmente non sono attirato da questo genere di cose ma debbo scattare alcune foto perché ce ne sono di meravigliosi.
A non molta distanza c'è il museo della città, che è stato costruito da un architetto famoso.
La struttura è imponente e si estende su una grande area.
Dentro però mi rendo conto che questo famoso architetto ha costruito qualcosa a metà fra una chiesa è un ospedale. E che l'esposizione sono misere e relegate dove non possano invadere la struttura.
Ci sono alcuni pezzi interessanti come antiche terracotte, giada, calligrafia, dipinti ma nel complesso, anche leggendo tutti i cartellini, la visita dei due piani impiega meno di un ora. Tanto l'ingresso è gratuito.
Ci sono più cose nello shop che probabilmente in mostra.
Esco e a distanza vedo il tetto di un alta pagoda della quale avevo letto nella guida.
Ci metto una ventina di minuti ad arrivare per strade non esattamente battute da stranieri. Incontro espressioni esterrefatte quando la gente di qui nota che sotto il cappuccio non c'è un paio d'occhi cinesi.
La pagoda è all'interno di un tempio buddhista, nel cortile principale una grossa statua di un 'belly Buddha' sorridere ai visitatori.
Alle sue spalle l'alta e antica costruzione in legno rosso.
Supero la gente che prega offrendo incenso in bruciatore stracolmo di cenere e inizio la scalata. Qui non c'è ascensore.
Le scale sono ripide, strette ed estremamente buie. Ogni tanto rischio di sbattere la testa contro travi non pensate per uno alto un metro e ottanta.
Ad ogni piano, in totale sono 10, le terrazze esterne si riducono in larghezza e, specie verso l'alto, mi risulta un po' complesso appoggiarmi alla balaustra per fare foto. Il posto è antico e i pavimenti in alcuni punti mi sembrano un po' "morbidi", oltre a essere tutti inclinati verso l'esterno. Vertigine docet.
Ogni piano che salgo mi offre una visione più ampia della città che pare, e devo dire per la prima volta, realmente a misura d'uomo.
Dedali di piccole vie si snodano intricati fra uno sterminato numero di case basse ben tenute.
All'orizzonte vedo la nuova Suzhou dove forse farò un giro prossimi giorni. Sono lì in lontananza i grattacieli e i palazzoni.
Individuo una sagoma forse pensata da un architetto sotto LSD perché, sarà mia impressione, ma un grattacielo pare un gigantesco paio di jeans.
Scendo e faccio un giro per il resto del tempio che offre anche qui un parco con laghetto e altri padiglioni.
Mi dirigo verso una via che dovrebbe essere interessante ma invece cambio idea quando vedo una bella stradina piena di gente del posto che fa compere.
Il nome è un po infelice, si chiama Pishi Je.
Una memoria afiora inconsciamente mentre cammino, questa strafa mi ricorda Jesolo. È una larga,dritta, alberata. Ai lati negozi con la mercanzia esposta sul marciapiede e sugli espositori. Giochi per bambini, vestiti, edicole, frutta e verdura, insegne luminose, persone in bici, dei risciò.
Mi ricordo davvero la via di una città di mare durante la stagione turistica ma in un giorno di pioggia. Tutti sono lì pronti ma c'è poco da fare.
Scorgo un vicolo dove vendono piante che mi pare porti a qualcos'altro.
Finisco in un mercato stretto fra i palazzi dove si vendono piante e animali. Centinaia e centinaia di conigli,gatti, tartarughe, cani (anche in condizioni che mi fanno un po' incazzare), grilli, criceti,pesci, uccelli.
Accarezzo il dorso di un coniglio d'angora e tocco sulla testolina un criceto che mi guarda pacifico con i grossi occhi neri a palla. Mi attendevo un morso ma evidentemente non sono tutti come quello che avevamo.
Sono le 5 e decido di tornare verso la stanza anche perché non so bene dove sono.
Scopro d'aver fatto un sacco di strada, mi ci vorrà quasi un'ora per tornare.
Però è piacevole davvero la città, o almeno questa sua zona. È un bel posto dove perdersi, curiosare, passeggiare calmi.
Alla reception mi fermano e, facendomi delle scuse, mi dicono di essersi accorti di avermi assegnato una stanza standard mentre io avevo ordinato una superior (30 euro a notte).
Prelevo le mie cose e mi lascio guidare verso un'altra ala di questa antica dimora che è più grande di quanto avessi immaginato.
Simile ma un po' più curata, la nuova stanza è divisa in due locali. Il letto è uno solo emolto grande, ho un terrazzo con vista sul giardino sottostante e sui tetti di questo piccolo bello centro storico.
Accendo il riscaldamento e con grande sollievo mi accorgo che in questa stanza c'è una scheda preinserita che evita lo spegnimento quando non sono qui.
Rinvio però la doccia a domattina perché ce ne vuole per portare ad una temperatura decente questi due ambienti (circa 40 metri quadrati) partendo da 10 gradi.
C'è un cavo di rete e spero nell'nternet. Effettivamente andando reception mi danno un adattatore una password.
E io, più di così, non posso chiedere.

3 commenti:

  1. ... trolley?? .. da quando??
    Ne approfitti a per chiedere come mai i bonsai - li - tenuti fuori - sono così "belli & sani" ... mentre il MIO, tenuto dentro casa ... con tutte le attenzioni possibili ... SI E' RIDOTTO AD UNO STECCO RINSECCHITO!!!

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  2. ... la "superior" ... 30 EURO = 248 yuan..?? CHE E'?? TI DAI ALLO SCIALO?? ... o 30 yuan ...?

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  3. Prima di leggere la pagina, ho guardato le immagini, e anche a me è venuto in mente Jesolo! Ahaha! Poi per quanto riguarda quel borgo sull'acqua... no, quello no, è bellissimo....

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