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venerdì 14 febbraio 2014

Jeans e leoni

Anche stamane il sole s'insinua presto nella camera e mi sveglia poco dopo le 6. Cerco di resistere ma avevo lasciato uno spiraglio anche nella tenda di fronte al letto. Dopo le 8 mi sono già lavato e ho fatto colazione.
Il tempo è decisamente migliore, ci sono 5 gradi e un po' di sole.
Percorro le stradine del quartierino costruito fra i canali e arrivo alla piazza del Tempio taoista.
C'è un'infinità di banchetti e gente con mazzi di incenso ma mi sbrigo ad entrare perchè vedo una piccola processione preceduta da monaci che entra dove ci sono le statue del Buddha.
In preghiera parecchie persone  che indossano uno scialle giallo con scritte cinesi in arancione. Si inchinano molto più delle usuali tre volte, come ho sempre visto fare.
Sei monaci vestiti di nero suonano una melodia con flauto, tamburo, piattini di metallo, campana e un campanaccio di legno.
Un altro, vestito in una sgargiante tunica rossa a disegno di draghi intrecciati, stringe fra le mani una tavoletta che rivolge alla statua e sembra fare delle offerte di pezzettini di incenso.
Li seguo per un po' e di nascosto riesco a fare anche qualche foto.
Dopo un po' li lascio fare e mi guardo intorno. La costruzione è imponente e soprelevata rispetto alla piazza, costruita in legno laccato di rosso, ampi portali intarsiati.
Di fronte un bruciatore è colmo di almeno un metro di cenere d'incenso.
Attorno al piazzale altri templi più piccoli dedicati ad altr divinità, ci sono quella della letteratura e quella della ricchezza.
In particolare di fronte a quest'ultima la gente si sbraccia e prega concitata, stringendo i più grandi bastoncini di incenso che abbia mai visto. Lunghi almeno un metro e mezzo e larghi quanto una mano può contenere.
Tutt'attorno è un brulicare di negozi che vendono statue, mucchi di incenso, seta, giocattoli, sigarette, cose da mangiare e da bere.
Per fortuna sono arrivato presto perché mentre esco c'è già coda all'ingresso.
Non so cosa rappresenti di preciso questo giorno ma deve essere qualcosa di importante per richiamare tutta questa gente.
Il tempio si trova nel centro dell'area commerciale dove sono andato a cena ieri sera.
Oggi è venerdì però pare un giorno di festa, una moltitudine di persone si riversa dalla metropolitana verso i negozi.
Per lo più sono coppie che si tengono per mano, quasi tutte le ragazze camminano con una rosa o un mazzetto di fiori fra le mani.
All'entrata della metro ambulanti cercano di vendere rose agli smemorati.
Percorro una decina di fermate e scendo alla stazione prossima al tempio di Hashan.
C'è un po' di strada da fare a piedi lungo un orribile e ampio stradone che copre il fiume, attorno ampie aree rase al suolo e piene di macerie in previsione di qualche nuovo centro commerciale.
Pago il biglietto ed entro in un'area che in realtà e antistante al tempio e avrebbe la presunzione di essere un parco panoramico nonostante la vicinanza al traffico convulso.
È una semplice piacevole area verde che dopo poco diventata silenziosa, se si esclude il monotono ribombare dei motori delle grandi chiatte che lentamente scivolano per i canali.
Con la mia solita dovizia cerco di percorrere le zone che mi paiono più interessanti e non eccessivamente battute dagli altri visitatori. Incappo in un giardiniere che si sta lavando, ripeto fanno 5 gradi, con dell'acqua calda e un panno vicino all'ingresso di una casupola.
In un padiglione un signore suona un flauto traverso in legno, mi fermo un po' ad ascoltarlo fino a quando non mi rendo conto che è lì per vendere flauti.
Cammino per un po' fino a superare un ponte antico ad arco molto accentuato che porta ad un piccolo quartierino commerciale in fronte al tempio che cercavo.
Curioso per un po' in un negozio piuttosto mal messo dove vendono cose vecchie.
Libretti rossi, spille di Mao, vecchi libri cinesi, qualcosa di giada. Attira la mia attenzione un banco sul quale sono disposti dei fumetti lunghi e stretti, a striscia, come si usava da noi 60 anni fa.
Topolino e Pippo sono mal disegnati, le pagine in bianco e nero stampate in bassa qualità, tutte a puntini.
Sorprendentemente pare pubblicassero così anche l'A-team.
Il tempio pare piuttosto antico anche se i padiglioni sono dipinti di rosa sgargiante.
Al centro un'alta pagoda, sulla quale non è possibile salire, con nella base 4 Buddha dorati seduti su fiore di loto ai quale quali è possibile avvicinarsi tramite 4 ponticelli in pietra bianca.
Anche in questo tempio parecchie persone pregano e bruciano incenso.
Ripercorrono il brutto stradone e vado nella nuova Suzhou.
La fermata è vicina ad un grande lago che si chiama Jinji.
Una volta sceso per prima cosa cerco il paio di jeans giganti ma non li trovo in nessuna direzione.
Ovviamente ci sono praticamente sotto.
La costruzione non è terminata, alta 300 metri e ricoperta in vetro di un azzurro scuro. Al centro, a collegare i due palazzi  che compongono la struttura, un alto prolungamento crea una gigantesca forma ogivale.
A me ricordano dei jeans un po' zampa e a vita bassa.
Il lago di fronte è grande forse come quello di Hangzhou solo che offre una vista inedita. Sulla riva destra case basse e bianche, in mezzo un'isola con una pagoda e fianco una tonda antenna che quasi la supera in dimensioni.
La riva sinistra mi fa venire in mente Miami. Un fiorire di grattacieli disposti ordinatamente lungo il borgo del Lago.
Cammino lungo la riva per un bel pezzo, il parco è estremamente curato ed è piacevole passeggiare.
Ogni tanto incontro delle statue, l'ultima è un grande Don Chisciotte e Sancho Panza con l'espressione un po' ebete che puntano la lancia in direzione di 'Miami'. Suona come volessero proteggere il piccolo quartiere tradizionale sopravvissuto alle loro spalle dai mostri moderni che da distante incombono. Trovo appropriata in questo caso l'espressione 'lottare contro i mulini a vento'.
Tornando provo a fermarmi in 'Centtal Square' che in realtà è orribile e minuscola.
Sono un po' stupito dal nome altisonante data la quantità di parchi e giardini meravigliosi che già la città offre.
Torno in zona Pishi Je con l'intenzione di rivedere la via e magari curiosare ancora nel mercato degli animali.
Ad un banchetto compro una specie di burrito con dentro un po' di tutto ma, dopo due morsi, credo che contenga trippa e lo getto un po' nauseato.
Allora compro un pane con pesce secco in scaglie e pancetta e una brioche per domattina.
Sdnza rendermene conto mi trovo davanti al Lion groove garden.
Il parco è di costruzione recente, così come le strutture che contiene, ma si rivela davvero spassoso.
Il riccone che si è fatto costruire questa residenza aveva buon gusto e un gran senso dell'umorismo.
Anche in questo parco ovviamente l'acqua la fa da padrona ma la particolarità principale sono le rocce.
Le solite e strane rocce marine qui sono presenti in quantità mai incontrata finora e costruiscono colline e collinette che occupano quasi la metà di tutta l'area.
La cosa divertente è che, anziché avere tanti sentierini fra le rocce dai quali è possibile uscire per andare in altri punti, qui ve n'è solo uno e intricatissmo che entra ed esce per galleria, sale su pagode, scendere per ponticelli sull'acqua. Si fa un lungo giro per coprire minime distanze e sembra non finire più. È come una piccola giostra di roccia.
La temperatura nel frattempo si è alzata e posso girare senza sciarpa, cappello e con la giacca aperta.
Torno effettivamente in Pishi Je e do un'occhiata ai negozi. Al mercato degli animali nuovamente importuno ha un placido coniglio e faccio una coccola ad un criceto mentre due ragazze mi fissano come se avessi cercato di strangolarlo.
Torno nella zona del giardino dell'umile amministratore e mi guardo in giro cercando di non far troppo caso  alla quantità di coppiette per mano.
Rifaccio la via lungo canale che porta all'albergo e son comparsi decine di ambulanti (e coppie di fiori dotate).
Torno in stanza.
È tempo di fare le valige.

1 commento:

  1. ... certo però che portare "san valentino" pure in Cina .... non avevano nulla di più opportuno e meno commerciale??? ... mah .... che ne so "La giornata del dLagone innamoLato" ... " L'anniversaLio delle carpe aLLapate" ... "La LicoLLenza del baco da seta che voleva faLsi la baca da seta che peLò non ci stava" ... e via così??

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