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sabato 8 febbraio 2014

Hangzhou

Mi sono svegliato un po' prima delle 7' fatta colazione un po' di corsa, ricontrollato lo zaino e di non aver dimenticato nulla e sono andato a fare il check out.
Nessuna sorpresa alla reception, effettivamente la spesa era di 1000 yuan.
Mi sono caricato lo zainonee sulle spalle e ho percorso l'ultima volta il Bund. Oggi fa decisamente più freddo degli altri giorni ed è limpido.
Ho preso la metro e sono andato alla stazione.
Il tren,o come sempre puntualissimo e pulito, aveva posti talmente spaziosi che quasi avrei potuto di stendere le gambe.
Ho un posto vicino al finestrino e ho l'occasione di vedere l'area abitativa che per ovvi motivi non era stata meta delle mie passeggiate.
Anche se all'orizzonte si notano un'infinità di palazzoni sparsi, pare che gran parte del territorio urbano sia occupato da casette di non più di tre piani piuttosto nuove e relativamente eleganti.
Per uscire nel senso proprio dalla città di Shanghai impieghiamo circa 20 minuti di treno (il treno arriva a più di 300 chilometri all'ora).
Pian piano che avanziamo verso Hangzhou la foschia aumenta e il tempo peggiora.
Arrivo alla stazione che sta nevicando. Una neve sottile e fitta spinta in tutte le direzioni del vento attacca rapidamente.
Prendo la metropolitana e scendo giusto dopo una fermata. La stazione è l'Hotel sono posti in zona piuttosto centrale.
La zona, per quanto io lo veda da sotto il cappuccio e con gli occhiali bagnati dai fiocchi di neve, ricorda un po' le tante anonime strade larghe e trafficate. Forse un po' più vivibile e con palazzi un po' più bassi è un po' di vita.
L'hotel lo trovo in fretta. Non è male e la stanza, per quanto un po' lisa nei dettagli, ha il classico stile anonimo e un po' elegante dell'hotel 3 stelle europeo.
Chiedo s e abbiano una connessione wifi e una cameriera mi porta in camera una piccola ricevente alla quale attaccare l'immancabile cavo lan presente praticamente in tutti gli hotel di Cina. Evidentemente hanno fatto i lavori dieci anni fa quando quella era più o meno l'unica via per connettersi alla rete.
Non ho ancora capito se Internet è compreso nel prezzo o se è a consumo, poi andrò in reception informarmi.
Nel comodino trovo dei preservativi gratuiti (dice un adesivo) e un plico che parla di AIDS.
Leggo il manuale dell'hotel e una guida turistica inglese che ho trovato.
Pare questa sia una città che, specie ora che nonostante la neve fioriscono i ciliegi, sia prediletta per le coppie di innamorati. Fortuna che me ne vado prima di San Valentino.
Gli interruttori della stanza portano scritte bilingue talmente la sgrammaticate che risultano comiche.
Per azionare la ventola del bagno è riportata la scritta 'change breath'.
Ho visto che il ristorante dell'hotel sembra interessante, quindi se oggi la neve non dovesse da tregua potrei rifugiarmi lì.
La principale attrattiva della città è un gigantesco parco con Isole, Templi e passeggiate con scorci da sogno.
Proverò ad uscire alla ricerca di un ombrello e vediamo come va.

6 commenti:

  1. "Cambia l'aria" ... direi che è proprio a ciò che serve, no?? .. la camera, (pulsanti a parte), le case e la neve ... pare un quartiere di qui ... ma li non ?è stata costruita pure una cittadina (per 100mila abitanti ... ma abitata da 10mila ...) ad imitazione di Parigi, torre Eiffel compresa??

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  2. PS: ATTENZIONE ATTENZIONE!!! ... si accettano anche "altri commenti" (eh?!?) ... "mica" si paga ....

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  3. W il signor Gianni: io leggo il blog del nostro novello Marco Polo anche per poter leggere i suoi irresistibili commenti :)

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  4. vai, vai Paolo, non dargliela vinta al nss "novello Sir Livingston" ....(anche lui voleva trasferirsi in Cina ... e non potè a causa della "guerra dell'oppio") ... del resto anche Marco fa un po' "scozzese vittoriano..."

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  5. I commenti del sign Gianni sono come zucchero a velo sul pandoro...Infarciscono i post giornalieri di Marco con brio e vitalità...Diego B.

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