Oggi è stata una lunga giornata. Sono più stanco anche di ieri.
Notte di sonno pesante, doccia, solita colazione. Ho iniziato a rifare lo zaino in vista della partenza di domani. Non ho aspettato che arrivasse Lisa, sono uscito in cerca di un bancomat. Non ho ancora provato la nuova carta e voglio essere pronto con del contante ora che vado verso paesi più piccoli.
Per fortuna una volta inserita la carta c'è la possibilità di selezionare la lingua inglese.
Sorpresa....la carta non funziona. Dopo 2 tentativi mi son fermato, non voglio farmela ritirare qui.
Ho controllato sul sito della banca e pare che non l'abbiano attivata per l'estero.
Forse sono riuscito ad attivarla io tramite il sito, domani riproverò. Sennò chiamo la banca in Italia e pianto un casino.
Credo di aver esaurito o quasi il traffico internet con la scheda telefonica cinese.
Domattina chiederò a Lisa di verificare ed eventualmente acquistare del traffico aggiuntivo.
Per fortuna in hotel il WiFi è gratuito e funziona 24 ore.
Questa mattina siamo andati al parco del Paradiso.
Un parco ancora più grande dei precedenti e come sempre riservato solo all'Imperatore.
Dentro il parco scolaresch,e persone che passeggiano, anziani che danzano o forse fanno una specie di Tai Chi a ritmo di una musica moderna cinese.
Cipressi ed altri alberi antichi e bitorzoluti creano un' paesaggio affascinante.
Questa mattina il cielo è un po' coperto e fa molto freddo.
Un ampio viale lastricato porta verso un ampio muro di cinta perfettamente rotondo, dipinto di rosso e con i Coppi di colore blu.
Al centro del cortile racchiuso dal muro uno spiazzo con al centro un altare in marmo bianco largo più di 30 metri, costruito ed elevato su tre terrazze.
Qui l'imperatore offriva dei sacrifici al dio del Paradiso, questo spiega il perché dei coppi blu che richiamano il colore del cielo.
Gli animali venivano sacrificati e poi cucinati per il dio.
Sulla punta di un pennone alto forse 50 metri veniva posta una lanterna per avvertire il dio che a breve gli sarebbe stato offerto qualcosa.
Ognuna delle tre terrazze circolari costituenti l'altare rappresentano un mondo. La terra, l'uomo e più in alto il cielo. A portare da una all'altra diverse serie di gradini, sempre 9, numero fortunato.
Oltre questo tempio un portale di legno laccato in rosso e poi un ponte lastricato in pietra grigia lungo forse 200 e più metri porta ad un' altro tempio.
Oltre quest'altro troviamo, all'interno di un cortile, un altro muro di cinta circolare che a sua volta contiene una pagoda anchessa a pianta tonda.
Questo muro di cinta è conosciuto con il nome di muro dell'eco.
Pare la cosa sia casuale e non cercato costruendolo,ma mettendosi in un punto vicino al muro e sussurrando si può essere distintamente uditi anche dall'altra parte del cortile.
Bambini che non hanno ben chiara questa cosa corrono ovunque urlando a qualunque cosa e in qualunque direzione.
Procedendo verso l'uscita del parco incontriamo un gruppo di anziani che si sta esibendo in una danza tipica delle zone musulmane della Cina.
Le signore si muovono roteando larghe gonne munite di sonagli e cappelli decorati con trecce. In molti guardano, fotografano e applaudono.
Mi faccio portare al mercato delle perle di Pechino che si dice essere il più grande del mondo.
In realtà sembra una specie di centro commerciale o un supermercato su più piani.
Non vendono solo perle ma praticamente di tutto ed è la classica trappola per turisti dove non si trova nemmeno un oggetto con un cartellino che indichi il prezzo.
Il quarto e ultimo piano merita una visita; forse almeno 300 piccoli negozietti che vendono oggetti e gioielli fatti con perle.
Rimango qui poco e mi faccio portare alla prossima tappa : il mercato dell'antiquariato tradizionale di Pechino.
In un area divisa in più sezioni si trovano migliaia di ambulanti, negozi e banchetti che vendono oggetti più o meno antichi.
Al ingresso ci attende una specie di foresta di statue. Dalle più piccole fino ad un Buddha di 10 metri, anche questo in vendita.
Lisa mi spiega che anche oggi i ricchi costruiscono Templi e che vengono qui a comperare queste gigantesche statue.
Il mercato offre moltissima giada, libretti Rossi di Mao, effigi e statue del presidente e della rivoluzione culturale.
Una intera sezione coperta è dedicata solo ai dipinti e alla calligrafia. Ci sono cose stupende ma troppo grandi e fragili per poterle portare con me per il resto del tragitto.
Ho la fortuna di poter vedere un signore dipingere con grande maestria utilizzando un pennello dalla punta molto grossa un tradizionale paesaggio cinese.
La giada qui è lavorata in ogni modo immaginabile e in molti la cercano e acquistano.
È considerata una pietra a metà tra la terra e il cielo e Lisa mi dice che non capisce alcune delle sue amiche che invece preferiscono i diamanti, cosa che qui in Cina non sembra essere comune.
Andiamo poi in un altro tempio di cui vi risparmio la descrizione, colpisce però la rappresentazione a scopo educativo, quasi come in dei presepi, di statue di demoni che puniscono persone (anche con la morte) colpevoli di non condurre una vita retta. Di peccare, diremmo noi.
Oggi mi faccio lasciare in un mercato mostruosamente turistico ma estremamente affascinante.
Chiassoso, stretto, affollatissimo, antico e anche moderno, si avvicina molto all'idea che l'occidentale medio puo' essersi fatto del mercato asiatico tradizonale.
Diversi banchetti offrono, infilzati con uno stecchino e cotti alla brace, lucertola volante, seppia, scarafaggi, scorpioni e stelle di mare. E tarantole!
Faccio un giro qui e mi incammino verso l'Hotel. Non so quanti km ma debbo nuovamente girare attorno la città proibita per evitare il sequestro dello zaino.
Qui, in piena zona turistica, incontro diverse ragazze che cercano di 'abbordarmi'. 8 in totale, contandole ora. È la truffa del the, ero stato avvisato.
Funziona così: delle ragazze si avvicinano parlando in inglese, cosa molto rara, e propongono di prendere un the con loro. No, non pare offrano 'prestazioni fisiche'.
Solo che, a quanto pare, quando provi ad andartene dal locale dove ti han portato chiedano cifre spropositate. Che se non pagate possono comportare situazioni davvero spiacevoli dato che spesso queste truffe sono escogitate dai gestori dei locali. E portate avanti dai loro 'gorilla'.
Tutte le guide dicono di stare attenti. Ho ringraziato, detto di no e che ero di corsa e ho continuato per la mia strada.
(Inoltre debbo dire che le ragazze non erano nemmeno carine).
Stasera ho mangiato in un ristorante cinese che prepara piatti della tradizione dell'Ovest musulmano. Addirittura qui non servono riso.
Ho mangiato molto, ero molto stanco e domani sarà un'altra giornata lunga e impegnativa.
Ho ordinato 3 piccoli panini non lievitati che sembrano delle tigelle, poi un piatto di puntine di maiale piccante e infine delle polpette di carne e pane cotte con dei funghi il cui gambo ha un gusto molto simile al radicchio di Treviso.
Tutto questo e una birra per poco più di 8 euro.
Domani pomeriggio partirò per Datong, non garantisco di poter aggiornare il blog come sto facendo ora.
Buona notte e chissà che domani vada bene.
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giovedì 23 gennaio 2014
Una luuuunga giornata e L'ultima cena (a Beijing)
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Marco, come stai?Che bel blog hai fatto! Prima di andare via da Pechino, informi se riesci ricaricare il tuo cell nelle altre province cinese. Ying
RispondiEliminaCiao Ying! Come sempre sei gentilissima. :-)
RispondiEliminaIo sto abbastanza bene, mi diverto molto e imparo ancora di più.
Domani vedrò se reiesco a caricare un pò di traffico internet e casomai ti chiefo. Grazie ancora.
谢谢
Bene, ...."E un altro giorno è andato, la sua musica ha finito, quanto tempo è ormai passato e passerà?
RispondiEliminaLe orchestre di motori ne accompagnano i sospiri: l'oggi dove è andato l' ieri se ne andrà." .... cantava Guccini molti anni fa ... e pensa come stai passando il tuo ... e domani VAI ... se ci sarà qualche problema lo affronterai e troverai le soluzioni mano a mano che si dovessero presentare ... e quando tornerai sarai una "guida cinese diplomata sul campo"!
go Marco go!!
RispondiEliminaUn blackout ha lasciato la Cina senza internet per otto ore, dalle 3 del pomeriggio di ieri (le 22 in Italia), fino alle 23 (le 6 in Italia). Le cause: un’analisi errata dei nomi di dominio generali. A rivelarlo è stata la compagnia Compuware. «E’ incredibile che una questione legata al DNS (Domain Name System, ndr) possa avere un impatto di questa portata», ha detto Michael Allen, Director of APM, Compuware.
RispondiEliminaMa guarda...blackout totali di imternet io non ne ho subiti...non saprei se è vera sta notizia
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