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sabato 25 gennaio 2014

In viaggio verso Pingyao

Sveglia presto...ancora notte. Non ho dormito molto. La grande stanchezza e l'essere andati a letto così presto non aiutano. La sveglia telefonica suona un pò in ritardo. A squillare è un apparecchio, che credevo essere un citofono o un interfono, in bagno a fianco il wc.
Preparo lo zaino, vado in reception per il check-out, pago acqua e patatine. Mi chiamano il taxi e vado in stazione. Il freddo all'esterno è grande ma il sonno me lo fa notare poco. Nessun problema al controllo biglietti e bagagli.
La stazione non è molto grande e trovo in fretta la sala d'attesa. Non molta gente, alcuni dormono. Un bambino di forse 3 anni si spaventa vedendomi e si nasconde dietro il padre. Entrambi sorridiamo e presto anche il bambino si avvicina curioso e sorridente.
Faccio un pò di coda e salgo.
Oggi debbo fare solo 400km ma ci vorranno 8 ore. Ho un biglietto per i posti migliori disponibili: cuccetta morbida (soft-sleep).
Il vagone è diviso in scomparti da 4 cuccette chiusi da porte scorrevoli.
Dentro lo scomparto solo due ragazze che dormono al buio. Mi trovo costretto a svegliarle per sistemare lo zaino (il morto). Qui non è molto pulito e coperte ecc sono lise e con delle macchie.
Ripenso alle mie esperienze ferroviarie italiane e direi che non cambia molto.
Nello stretto corridoio fra i lettini un tavolino (più in ripiano sporgente di 40 cm) coperto con una tovaglietta bianca.Sopra questa una caraffa con tappo tutta in metallo e un vasettino con dei fiori di plastica viola e bianchi. Sotto un radiatore elettrico soffia piacevole aria calda verso di me.
Oggi ho il posto più in basso. Meglio. Sistemo la bestia sotto il letto, tolgo gli scarponi e mi stendo.
Mi appisolo forse un'ora. Mi sveglio e mangio le due brioche prese ieri.
Una delle due ragazze parla un pò d'inglese e mi fa un sacco di domande.
Mi fa i complimenti per i capelli, tenete conto che sono pettinato stile Doc di ritorno al futuro causa levataccia e 10 gg senza balsamo. Magari è perché non sono neri corvini come quelli di tutti qui.
Mi chiede anche cosa penso delle ragazze cinesi e se sono sposato. Quando le dico di no mi dice che è una buona notizia. :-)
Questo treno è una specie di regionale e si ferma spesso. Lei scende dopo un'oretta. L'altra è molto più discreta e per il resto del viaggio starà sulle sue. Bene così.
Io sono davvero stanco, riposo un altro pò e poi inizio una lunga lettura della guida e di intetnet per vedere che fare e come muovermi a Pingyao e anche a Xi'An.
Vado al bagno e noto che la traduzione fonetica è 'ce suo' il che è molto indicato dato che è davvero un cesso.
Scende anche l'altra ragazza e per un po resto solo. Per la prima volta tiro fuori il lettore mp3.
Sono in Cina e ascolto 'hot rats' e 'grand wazii' di Zappa guardando fuori dal finestrino questo paese scorrermi attorno. Un pò hippie come esperienza ma coscientemente bella.
A più riprese noto dei cammelli fra i campi.
Verso le 11 sale una coppia e si siede su di una branda di fronte a me. Credono non li veda ma lei mi fa una foto. Parlano fra loro ma prestano la massima attenzione a quel che faccio.
Anche ls bottiglietta di Evian (in hotel c'era solo quella) genera qualche commento.
Fotografano e si inviano l'un l'altro anche una foto di una sigaretta che mi son rollato. Non è la prima volta qui che la gente si sorprende per questo.
Ricordo che parecchi anni fa, quando lavoravo per lo studio legale, ho dovuto accompagnare un anziano signore a Bologna per una visita specialistica ed aveva avuto la stessa reazione sorpresa.
Mi aveva detto che aveva visto solo suo nonno farsi le sigarette (e parliamo di un signore che avrà avuto 70 anni).
Verso le 12.30 siamo a Taiyuan, città sconosciuta a noi ma di diversi milioni di abitanti. Da qui prenderò l'aereo dopodomani.
Mi ricorda molto Datong e molto del paesaggio urbano vissuto finora. Distese di alti palazzi framezzate da veri e propri grattacieli e poi zone di piccole casette semidiroccate che paiono proprio lottare per sopravvivere.
Spesso incontro zone con decine di palazzi alti forse 50 e più piani, nudi scheletri grigi. Palazzoni incompiuti o in costruzione identici l'uno all'altro in zone che paiono non volerli. Strade di terra attorno, campi, qualcuno in bici. E questi giganti grigi e identici in fila, imponenti e buii, paiono quasi sfidare la logica nel volersi imporre lì e cosi. Distanti ma comunque fra i palazzi si scorgono sempre delle alte ciminiere che fumano di un denso fumo bianco e che sospetto essere centrali elettriche.
Qui in stazione altre due persone entrano nello scompartimento. Un signore con un viso da combattente mongolo e sottili e radi baffetti sparuti che paiono quasi peli o isolati capelli. L'altra è una giovane donna con un pelliccione sintetico viola che artiva alle caviglie e una valigia fucsia di hello kitty. Ha i capelli neri lunghi rsccoltibin una coda e con le punte tinte dello stesso colore del giaccone. Arriva con una busta di cibo di McDonald e vi a assicuro che la puzza è identica a quella italiana. Molto meglio l'odore del cibo di qui.
Sono le 14 e scendo a Pingyao. Ho um sonno allucinante.
Mi aspetto molto da questa cittadina. E dall'hotel che dovtebbe essere nella citta vecchia in una deliziosa corte tradizionale.

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