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mercoledì 22 gennaio 2014

Giornata impegnativa

Innanzitutto mi scuso con tutti per i vari e molti errori del post di ieri.
Scivere un blog dal cellulare è lungo e complesso. Il correttore aiuta ma spesso combina un casino.
Oggi è stata dura e lunga. Son le 18 e sto aspettando la cena. Necessito calorie e di tornare in stanza a riposare.
Prima tappa della mattina è stato il palazzo d'estate.
Parco privato dell'imperatore e grande 4 volte la città proibita, si trova un bel pó distante dal centro di Pechino.
Il nome deriva dal fatto che l'imperatore veniva qui a passare i 6 mesi più caldi dell'anno.
Gran parte del parco è costituito da un lago che esisteva già in origine prima della costruzione del parco stesso ma che è stato ampliato come regalo di compleanno per la madre dell'imperatore.
E' stato ampliato così tanto che con la terra che è stata ottenuta ingandendo ol lago è stata costruita una montagna.
L'imperatore arrivava qui in barca direttamente da Pechino.
Questa mattina il lago era completamente ghiacciato; ogni tanto dei rumori stranissimi simili ai suoni emessi dalle balene indicano il distaccarsi di lastroni giganteschi.
Non sembra così freddo ma evidentemente almeno durante la notte deve essere veramente polare la temperatura.
Nel centro del Lago un'isoletta artificiale con in mezzo un tempio è dedicata alla dea dell'acqua Dao.
Su tutto un lato del Lago un lunghissimo camminamento coperto laccato di rosso e con il soffitto meraviglioso dipinto con paesaggi. Nel parco sono contenuti anche gli alloggi dell'imperatore e dell'imperatrice, la cosiddetta 'dragon lady'.
Era soprattutto lei negli ultimi anni della dinastia quella che veramente governava la Cina.
Gli alloggi sono più semplici e più piccoli di quelli della Città Proibita ma rimangono di una bellezza incredibile. Non li descrivo perché in realtà sono tutti molto simili a quelli già descritti in altri siti.
Di fronte all'alloggio della Dragon Lady c'è una pietra ornamentale molto molto grande di almeno 3 metri per 2 mezzo chiamata La Pietra della bancarotta.
Non è il caso di fotografarla nè di toccarla.
Alle spalle di questa Corte estiva si eleva il Monte con sulla cima due meravigliosi Templi, uno dei quali dedicato al buddha.
Nel parco capita di incontrare folti gruppi di anziani che fanno esercizi o che cantano e suonano insieme, come un parco qualunque in cui la gente va per distrarsi e passare del tempo.
Un anziano signore cantan con grande passione un pezzo di musica lirica cinese tipica delle zone musulmane del paese.
Qui non c'è molta gente ed è molto tranquillo.
Andando verso l'uscita vedo un signore ambidestro con due grandi penelli grandi come scope con le punte intinte nell'acqua, con entrambi le mani scrive a caratteri cinesi sul selciato. Bambini intorno lo fissano.
Lasciamo al parco per andare verso due dei più grandi templi della città di Pechino.
Lungo la strada l'autista decide di fermarsi un secondo per lasciarmi fotografare da un cavalcavia al famoso stadio a nido d'uccello. La struttura è gigantesca e alquanto improbabile. Sembra molto più grande di qualunque stadio io abbia mai visto; certo non sono un appassionato di calcio quindi non saprei dire se non ve ne siano altri così. Arriviamo alla meta.
Per primo entriamo nel tempio dedicato a Confucio. In realtà è una specie di università dove le persone più meritevoli, dopo aver passato molti esami, e che volevo entrare nell'amministrazione pubblica, potevano andare per perfezionare le loro conoscenze.
Le dimensioni della struttura circondata da un parco con alberi non sono immense.
Al centro una pagoda quadrata circondata da un corso d'acqua passato da quattro ponti in pietra bianca era la sala dove l'imperatore in persona decideva impartire lezioni o tenere letture.
Dato che nella scuola c'erano più di 3000 studenti e che al tempo non esistevano microfoni o sistemi di amplificazione, l'imperatore parlava con le persone a fianco a lui che ripetevano ad altri un po' più avanti verso il pubblico.
Grazie alla conformazione della struttura e soprattutto alla presenza del corso d'acqua, queste persone che ripetevano a voce alta venivano diciamo naturalmente amplificate raggiungevano tutti gli astanti.
Di fianco a questo cortile una struttura raccoglie quella che viene chiamata la foresta delle steli.
Decine e decine di steli una a fianco all'altra alte forse 4 metri riportano inciso in un cinese a scrittura minuta ma precisa168 mila caratteri tradizionali. Tutte queste steli furono incise da una persona sola con qualche aiutante. Non oso immaginare cosa facessero nel caso di qualche errore di scrittura.
Lasciamo questa specie di università per andare in uno dei templi più belli che abbia mai avuto la fortuna di visitare : il tempio dei Lama.
Qui Lisa, che è buddhista, mi prega di non fare fotografie. Ho comprato delle cartoline allo shop.
Facciamo il biglietto e subito dopo l'ingresso viene dato ai visitatori un involto con dell'incenso da offrire ai vari Buddha contenuti in questo parco.
Io decido di non prendere incenso in quanto non buddista e per una strana forma di rispetto. Sono ospite di questo paese e di questa coltura, non intendo scimmiottare le loro usanze.
Questo parco ha una struttura molto amplia, con diversi giardini e molti templi contenenti decine di rappresentazioni di vari Buddha.
Il primo grande Buddha dorato che troviamo è il famoso Buddha grasso e sorridente che Lisa chiama il "Belly Buddha".
Mi spiega che non è casuale mettere questo come primo fra gli idoli. Il suo sorriso serve a far dimenticare a chi arriva le cose brutte che s'è portato appresso entrando.
Tutto qui è magnifico e dorato. Fiori, frutta offerta agli dei, gente che prega, grandi incensiere quasi come barbecue che costantemente bruciano quantità incredibili di incenso offerto dai visitatori.
Le statue dei Buddha sono tutte alte almeno 6 o 7 metri e sono tutte interamente dorate. Lisa li distingue l'uno dall'altro. Ho capito che quando ce ne sono 3 quello centrale e il Buddha presente, alla sinistra il Buddha passato mentre alla destra il Buddha futuro.
La lascio pregare dove decide di fermarsi, la preghiera buddista è incredibilmente veloce. Poco più di qualche inchino. Intanto mi guardo intorno.
Sui due lati di queste sale ci sono rappresentazioni di guardiani che servono a proteggere la divinità. Fra questi c'è uno interamente blu che rappresenta un Dio che vive sotto al mare in un palazzo di cristallo.
L'ultima sala toglie letteralmente il fiato.
Una statua del Buddha in piedi, di dimensioni mastodontiche e interamente dorato, occupa una pagoda dal pavimento fino alla punta del soffitto. Alto 36 metri e largo probabilmente almeno 4 e ricavato da un unico tronco dimensioni incredibili.
All'ingresso una placca del Guinness dei primati certifica che questa statua è stata costruita con un unico pezzo di legno.
Le parole non sono sufficienti per descrivere l'impressione che ho avuto entrando qui.
Sono quasi le tre non ho ancora mangiato, il programma della giornata è finito.
Dato che ho studiato il programma di modo da avere più tempo possibile per me almeno nel pomeriggio per vagare per la città, mi faccio lasciare in una zona non molto distante dalla città proibita tutta a vicoli e vicoletti ma votata terribilmente al commercio.
Una via molto larga con un tram su rotaie forse di 100 anni e ancora funzionante taglia in due questa zona di hutong.
Qui si vende e si mangia praticamente qualunque cosa. Gente ovunque a spiare i negozi che vendono veramente di tutto. I palazzi sono meravigliosi e riccamente istoriati o con facciate dipinte o in legno o ancora interamente ricoperte da cancellate di metallo elaboratissime ormai rese verdi dal tempo.
In una viuzza all'interno di un piccolo cortile una bella ragazza con capelli verdi e vestita come un cartone animato giapponese si sta facendo fotografare.
Entro in uno dei palazzi che credo essere un negozio e invece scopro che è una specie di mercato al coperto con passaggi molto stretti e una miriade di bancarelle verticali minuscole.
Lascio questa zona e decido di andare a piedi fino piazza Tienanmen, almeno un'ora di cammino, e da lì poi proseguire fino un parco. Rivedo la piazza e mi pare ancora più grande di quanto ricordassi, non entro però sennò mi verrebbe sequestrato lo zaino o chissà cos'altro ai controlli.
Aggirare la piazza e iblocchi della polizia per evitare controlli è un'impresa e per arrivare al parco mi trovo a camminare per almeno un'altra ora e mezza. Passo davanti al parlamento cinese.
Alla fine arrivo al parco, si chiama Beihai.
È un'esperienza forte e bellissima solo entrarci.
Dentro le mura un lago molto largo circonda una montagna con sulla cima una pagoda bianca meravigliosa.
Il lago è ghiacciato e i ponti che portano verso il monte sono tutti decorati con lanterne rosse per il nuovo anno. Della musica tradizionale cinese cantata diffusa per tutto il parco. Il lago ghiacciato stato trasformato una specie di parco giochi.
Bambini e coppie pattinano sul ghiaccio, delle specie di autoscontri (sempre sul ghiaccio) girano su percorsi transennati accompagnati da questa musica, mentre anziani signori osservano da riva, sulle panchine, fumando.
Potrà sembrare stupido ma tutto questo mi è sembrato bellissimo fino quasi a commuovermi.
Si respirava una pace una tranquillità su di uno sfondo così affascinante e così cinese che per la prima volta mi è sembrato di entrare in contatto con cosa possa essere la vita qui. O una sua parte.
Sono salito sul monte, su fino alla pagoda bianca (che ovviamente era chiusa alle visite).
Per salire ci sono scale ricavate nella pietra che attraversano giardini folti di bambù, antichi cipressi e grandi pietre ornamentali scavate pazientemente dagli elementi in forme surreali da fondale marino.
A frequenti intervalli delle terrazze con tempi e costruzioni. Dalla cima del monte la vista meravigliosa di un tramonto rosso che si riflette nel ghiaccio lattiginoso del Lago. La musica arriva sino a lì dando al tutto un che di malinconico.
Sono le 5 mezza e decido di tornare in hotel.
Ho decisamente fame e decido di mangiare anche se è molto presto.
Verso le sei e mezza sto già mangiando in un locale (per cambiare) relativamente vicino all'hotel, come dicevo all'inizio del post.
Nessuno parla inglese e il menù non è in inglese. Mi baso sulle foto e mi va "relativamente" bene.
Ordino delle specie di mezze piade arrotolate ripiene di manzo e porro. Ordino anche una specie di zuppa che mi sembra di carne.
Invece mi portano un supporto con sotto un bruciatore per l'alcol e sopra ci sistemano una pentola che inizia subito a bollire.
Direi che contiene quella che credo ahimé essere una zuppa di fegato o forse frattaglie di maiale. Decido di mangiare. Se loro mangiano posso farlo anch'io, i miei gusti occidentali non sono superori ai loro.
Avanzo solo qualcosa che mi sembra essere cuore o trippa, il resto lo mangio.
Domani è l'ultima giornata intera a Pechino, inizio ad essere un po' in ansia.

3 commenti:

  1. BELLISSIMA GIORNATA! .... non ho altre parole ....

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  2. ti manca solo instagram per dare i filtri cool alle foto del cibo :) ihihihihihihihihihihihih che straccia zebedei che sono :))))

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