Notte piuttosto tranquilla. Ma alzo verso le 8.30, faccio una doccia e esco in direzione stazione.
Le strade, anche di giorno, confermano la mia impressione da desolante periferia milanese. Sbaglio strada un paio di volte e in una mezz'ora arrivo a destinazione.
Adesso, non per criticare il governo o l'ufficio del turismo della città, io dico, se l'esercito di terracotta è una delle attrazioni più famose del mondo....non sarebbe il caso di mettere almeno una (una, eh) indicazione non in cinese?
In teoria da qui dovrei predere uno dei bus turistici o dei bus di linea che dovrebbero essere ben riconoscibili.
In pratica è solo una bolgia di gente con valige che si mette in coda per bus con altro numero o verso cancelli con scritte a me misteriose.
Non una freccia o un cartello in lingua inglese. Nemmeno una foto di sto esercito per mettersi in coda giusta, un ufficio informazioni o un banchetto.
Vago come un ebete per un po' e alla fine ripiego per un taxi. 150 yuan, il posto è un po' distante e ci vorrà circa un'ora per arrivare.
Ne approfitto per fare colazione col latte preso ieri e i biscotti.
In poco più di 40 minuti arriviamo a destinazione percorrendo strade giganti e anonime affiancate da palazzi grigi di 50 piani fittamente abitati. Facciamo anche un pezzo di autostrada.
Al parcheggio una statua molto alta in pietra grigia che raffigura l'imperatore mi accoglie.
Guarda distante con sguardo fiero e, anche se col gps so di essere giunto a destinazione, rimane l'unico indizio di essere nel posto giusto..
Davvero poca gente, alcune guide provano ad approcciarsi ma faccio capire che non sono interessato.
Non capisco bene in che direzione debbo andare. Vedo negozi da un lato e diversi ingressi per chissà dove dall'altro.
Indicazioni solo in cinese.
Sbaglio (ovviamente) ingresso e a segni mi fanno capire di andare verso i negozi.
Il paese dove sono ora si chiama Lintong ed è piuttosto piccolo.
Nonostante questo hanno costruito attorno al sito dell'esercito una piccola cittadina a scopi commerciali.
Per arrivare ai tornelli del sito archeologico vero e proprio bisogna camminare una ventina di minuti attraverso una selva di negozi più o meno grandi, a tema con l'attrazione, banchetti di cibarie e ristoranti.
Qui, nonostante l'esiguo numero di persone, noto diverse facce 'straniere' e non posso fare a meno di chiedere grazie a quale potere magico siano arrivati qui.
Un tipo con guida, vedendo un altro non cinese, mi ferma per chiedermi da accendere. Quando mi ringrazia e saluta con un 'ciao' ci riconosciamo come italiani e scambiamo due parole.
Dopo un altro pezzo di cammino attraverso un parco con un ampio viale, arrivo all'ingresso vero e proprio. Check zaino, ecc.
Qui una volta c'erano solo campi fino a che nel 1974 dei contadini, scavando un pozzo, si imbatterono casualmente in una piccola sala contenente molti pezzi di coccio. Non potevano immaginare.
Praticamente l'imperatore, che doveva essere pazzo, si era fatto di costruire una corte sotterranea completa di esercito e servitori per esservi seppellito. Tutto questo per poi ricoprirla di terra.
Dall'anno della scoperta sono stati scavati e trovati altri due siti e si immagina ce ne possano essere altri.
Quindi, alcuni metri sotto terra, un intero palazzo è stato ricostruito con la sua popolazione per poi essere nascosto. Strutture in legno e mattone contenenti soldati (armati o meno), cavalli, bestiame, monaci, addetti ai servizi dell'imperatore.
Dall esterno questo sito sembra una grande stazione o un areoporto in marmo grigio e nero con tante vetrate.
Ci sono in totale 3 zone visitabili. Seguendo le indicazioni della Lonely Planet, per ottenere il massimo dell effetto sorpresa, parto dalla zona numero 3, quella più piccola.
Entro in questa specie di piccola stazione e mi trovo su di un camminamento che ne permette la circumnavigazione lungo il perimetro.
A circa 7-8 metri di profondità la prima piccola parte di questa meravigliosa scoperta.
Circondati da muri in terra battuta bruna si trovano, in una specie di corridoio che termina con una biforcazione a U, i primi incredibile esempi di queste statue famose in tutto il mondo.
Ognuno dei guerrieri e' stato costruito con meticolosa perizia, ogni testa è differente, ogni acconciature è differente. Le armature anche non sono parte della scultura ma sono aggiunte in un secondo momento. Ogni singolo guerriero delle migliaia che sono stati ritrovati ha la suola delle scarpe disegnata in modo differente.
Io vedo queste prime statue dall'alto e rimango senza parole. Sembra di entrare una tomba egizia, c'è un che di sacro nell'aria.
L'emozione, forse un po' stupida, dell'essere davvero in questo posto così famoso a vedere queste cose così incredibili, si fa sentire.
In questo terzo scavo da ci sono alcuni guerrieri che un tempo impugnavano delle armi, che sono andate perdute in quanto di legno.
4 cavalli verosimilmente trainavano un carro di cui non rimane più traccia.
Si vedono diversi cocci di guerrieri a pezzi ai quali il tempo inclemente non ha concesso di conservarsi fino a che io potessi vederli.
Passo al secondo scavo. La struttura è più o meno simile solo più grande.
Qui si comprende la struttura che l'imperatore aveva voluto dare a questa sua corte sotterranea.
Ci sono molti più guerrieri, sempre visibili dall'alto, e, in un'area che sarà di almeno 200 metri per lato, si vedono ancora quelli che erano gli alloggi di questa servitù.
Tetti con cocci e casette e camminamenti. È come guardare un villaggio dall'alto.
Qui in guerrieri sono molti di più e a seconda del tipo di armatura si intuisce che avevano funzione differente.
Lungo il corridoio che ci fa girare attorno allo scavo sono esposti, all'interno di alcune teche, 4 esempi di guerrieri.
Per fortuna non c'è molta gente e riesco ad avvicinarmi, osservarli e fotografarli. Sono di un realismo che colpisce, specie data l'epoca e il tempo trascorso.
Le espressioni sui visi sono differenti, le capigliature non solo sono acconciate in modo diverso ma hanno cappelli che, per quanto di cotto, mostrano di pieghe di quella che dovrebbe essere stata stoffa. Addirittura si riesce a vedere quello che era il disegno delle ciocche.
Le amature, interamente in pietra' sono molto particolareggiate e addirittura i nodi di congiunzione fra una placca e l'altra sono diversi.
Giro attorno, fotografo tutto.
In molte zone di passaggio ci sono cumuli di pezzi di guerrieri e cavalli.
Arrivo quindi all'attrazione principale: lo scavo numero uno. Quello originale, se così vogliamo dire, scoperto nel 74 e che dovrebbe essere il più grande.
La struttura è quella di un capannone con il soffitto alto. Molto lunga e molto largo' forse addirittura di 500 metri.
L'impatto è potente. Ti colpisce un po' lo stomaco.
Qui letteralmente un'intera città è presente, viva, popolata, davanti ai miei occhi.
File interminabili di guerrieri, migliaia, fissano tutti nella mia direzione perché sotto di me c'era quello che avrebbe dovuto essere il portone d'ingresso della Corte nascosta.
Le statue sono tante quante non credevo. E so che in realtà sono solo una parte quelle di quelle ritrovate.
Pure dall'alto si coglie distintamente la cura e la perfezione col quale sono state modellate. Ogninsguardi è unico, le espressioni cambiano, il modo di tenere la bocca o le mani, la postura.
Molti sono ancora nella posizione con la quale tenevano le loro armi ormai perdute per sempre.
In un angolo è indicato con una freccia il punto in cui i contadini stavano scavando nel pozzo.
Un terzo abbondante di questo scavo è ancora da completare e ci sono zone transennate e coperte.
Durante il giro vedo un battaglione di statue a distanza, alcune sono come inellophanate forse perchè estratte dal terreno da poco.
Non posso nemmeno immaginare quale potesse essere l'impressione di attraversare questo esercito appena ultimato. Avrei voglia di andarle a vedere da vicino e guardarle negli occhi.
Le statue erano in origine nteramente colorate mentre ora solo alcune conservano qualche piccola traccia di pigmento.
Torno indietro verso l'ingresso del parco. Scanso venditori e cuochi che cercano di richiamare verso il lorobesercizio i pochi turisti.
Questa volta riesco a prendere un autobus.
Effettivamente ci sono gli autobus Verdi di cui avevo letto nella guida, peccato che sulla fiancata le due fermate principali, cioè la stazione di Xi'an e questo posto, siano riportate solo in cinese.
Salgo su di un bus blu con le scritte in una lingua che riesco a capire.
Inizialmente sono solo sul mezzo, non ci sono altri passeggeri, ma un po' alla volta se ne aggiungono e capisco perchè, oltre alla difficoltà linguistica, non sono riuscito a prenderlo questa mattina stazione.
Non ci sono fermate, semplicemente la gente lo riconosce e con un cenno della mano lo ferma.
Lungo il tragitto ci imbattiamo, in una a strada a 4 corsie, in una specie di mercato che pare improvvisato ma è affollatissimo.
Ai lati delle corsie moltissima gente sta comprando gli addobbi e la frutta per il Capodanno.
Ma soprattutto qui vendono petardi.
Vedo delle specie di scatole di detersivo (come quelle Dixan per intenderci) che in realtà sono petardi.
Le comprano in molti e non oso immaginare il botto che posso fare una cosa di quella dimensione. E qui ce ne sono a bancali.
Arriviamo alla stazione e mi dirigo a piedi dall'hotel.
Per strada cambio dei dollari in yuan, dato che si avvicina un periodo di festa e non voglio ritrovarmi privo di contante e con le carte che non funzionano.
Non avevo scritto nel blog che l'agenzia di viaggi a causa del disguido con il treno per Pingyao ha deciso di rifondermi il biglietto.
Sono solo 200 yuan ma mi fanno la cortesia di mandarmi qui un loro addetto locale per consegnarmi.
Approfitto di questa persona per comunicare con la reception con la quale altrimenti è come essere muti.
Il 31 mio treno sarà alle 21 e non alla stazione alla quale sono andato a finire questa mattina ma in un'altra a una decina di chilometri alla quale arriverò prendendo la metropolitana.
Gli faccio chiedere se posso lasciare qui il mio zaino fino alle 7 di sera anche se avrò già fatto il check out. Girare col mostro sulle spalle per quasi tutta la giornata sarebbe improponibile.
Mi dicono che non c'è problema e mi tolgo un pensiero.
Torno in hotel a riposare, faccio una doccia e poi tornerò a caccia di cibo nel Suk.
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mercoledì 29 gennaio 2014
L'esercito di terracotta
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Per quanti documentari, filmati e foto possa (io) avere visto posso (solo) immaginare cosa deve essere vedere "dal vivo"! ... e provo a pensare cosa deve essere "costato" tutto ciò, non solo a livello economico, ma come progettazione, lavorazioni e quant'altro ... e come tutto questo può essere stato "ufficialmente cancellato dalla storia" ... se non fosse stato il caso a far riaffiorare il tutto. ... incredibile!! ... e complimenti per come (oramai) ti muovi lì in giro ....
RispondiEliminaQuelle "cose li" hanno 2.200 anni!!! .. e, nei paraggi, c'è una COLLINA dove è nascosta la tomba dell'imperatore che le ha volute: Qin Shi Huang (260 a.C - 210 a. c.) ... pare siano state individuate altre 500 (!) fosse contenenti altre "parti" della coorte ... e altro .... (!)
RispondiEliminaC'è un museo infatti. Ma l'altra tomba è im fase di scavo da anni e non è aperta. Andar lì significa camminare su una collinetta
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