Sono sceso dal treno in stazione. Pingyao fa solo 400 mila abitanti, immagino per la Cina sia poco più di un villaggio, e la stazione è piccola. Scendiamo in pochi qui, fuori non c'è la solita ressa di tassisti.
Un guidatore di risciò cerca di farmi salire ma siccome so che dalla stazione al mio hotel sono poco più di 2 chilometri decido di farla piedi.
La prima impressione è deludente, solite strade trafficate e anonime, negozi con luci al neon, cumuli di terra ai lati dei marciapiedi e gente che mi fissa.sembra un posto piuttosto povero.
Sono stanco il mostro sulla schiena si fa sentire ma vengo subito ripagato della fatica.
Percorro un vialone piuttosto brutto per un km e poi improvvisamente mi trovo davanti le mura lunghissime e perfettamente conservate della città.
La città antica, quella che interessa a me, è contenuta dall'intera cinta muraria originale che misura circa un chilometro e mezzo per lato ed è quadrata.
Non dico più che tutti mi fissano ma lo fanno lo stesso, quindi fate conto che sia così d'ora in poi anche se non lo dico.
Arrivo alla porta nord della città e entro. Strade polverose, bambini che giocano, qualche cane sporco e spelacchiato che cerca tra i rifiuti.
La strada è molto lunga e vedo che poco più avanti diventa meravigliosa.
Case basse tradizionali con tetti a coppi grigi ospitano negozi su entrambi i lati di un viale lastricato in pietra.
A perdita d'occhio si stendono, appesi fra una costruzione e l'altra, festoni e lanterne rosse per l'anno nuovo.
Faccio forse 50 metri, giro a destra e mi trovo in quella che dovrebbe essere la stradina dell'hotel.
La strada è in terra battuta, due bambini vestiti in modo molto povero e sporchi giocano vicino ad una montagnola di carbone che probabilmente viene utilizzata per riscaldare.
Diversi portoni che portano a Hotel si aprono ai lati. Il quarto è il mio hotel.
Rimango sinceramente meravigliato. Avevo letto molto e sentito parlare bene di questo posto ma non mi non mi sarei mai immaginato una cosa del genere.
È una corte tradizionale rettangolare, come usa in questo paese, racchiusa attorno a costruzioni antiche.
Il cortile si allunga ed è chiuso su tutti i lati da queste costruzioni, nelle qualu sono ricavate le stanze, con finestre e porte in legno, tende rosse e ricche decorazioni scolpite sugli infissi.
I tetti sono di coppi grigi sostenuti da travi di legno verdi, gialle e rosse che terminano tutte con dei disegni blu o gialli.
Sopra le porte e le finestre disegni floreali su fondo oro sono incorniciati in legno verniciato di verde riportante disegni di caratteri cinesi multicolori.
La corte contiene due piccoli alberi addobbati con lucine, diversi tavoli e sedie e degli stand con giornali anche stranieri.
Pare letteralmente di trovarsi in un film in costume cinese e quasi possa uscire un elegante signore antico da una delle stanze chiedendomi cosa faccia io lì.
Arriva invece il proprietario (o il portiere, non saprei) che parla un discreto inglese e si dimostra estremamente disponibile.Mi fornisce il sapone, le chiavi della stanza, le password del WiFi, che qui per fortuna c'è ed è gratis, una mappa della città e le indicazioni su come muovermi.
Gli chiedo se può farmi avere un automobile o un taxi dopodomani per andare in aeroporto e di farmi sapere quanto verrà a costare.
Mi dice che non c'è problema e che mi farà sapere domani di preciso .Dovrebbero essere circa 350 yan.
L'aeroporto è distante almeno un'ora e mezza di macchina e potrebbe anche andarmi bene la cifra. L'alternativa sarebbe prendere un autobus in qualche modo, arrivare a Tiayuan, che ripeto è una città con milioni di persone, e da lì cercare di arrivare in aeroporto.
Ho male a un piede. La parte superiore del piede sinistro mi duole specie quando piego l'alluce. Probabilmente tutti questi giorni a camminare così a lungo hanno sforzato un po' il piede.
La mia stanza è la 602. Non so perchè il numero sia così grande dato che in totale ci saranno non più di 10 stanze che si affacciano tutte sulla corte.
La stanza è meravigliosa e per metà occupata da un letto costruito su una base di pietra. È grande quasi come due letti matrimoniali e mezzo.
La base del letto, in ceramica piastrellata nera , è alta circa un metro. Ho visto letti simili in alcuni templi e credo una volta avesse uno spazio sotto per mettervi delle braci.
Appoggiato sul letto un materasso sottile qualche centimetro e un tavolino alto 30 centimetri dove forse fare colazione o leggere, e delle eleganti e colorate coperte pesanti contenenti un piumone con disegno floreale su sfondo rosso e verde brillante.
Il resto della stanza contiene una tv, un paio di sedie e un paio di mobiletti.
Mi spiegano che il pavimento è caldo in quanto il riscaldamento passa di lì.
Il bagno è ricavato in una stanzetta più piccola a pannelli di legno, è abbastanza pulito ma non ha nulla di particolare.
Poggio lo zaino, mi lavo la faccia, controllo un paio di cose e decido di fare un giro per la città non troppo lungo causa stanchezza e, un po', il piede.
I viali principali tagliano in 4 questo vecchio pezzo di Pingyao e conducono alle 4 porte disposte secondo i punti cardinali.
L'atmosfera è estremamente affascinante e sembra di trovarsi nella Cina antica.
Qui è chiuso al traffico ma biciclette e motorini elettrici e delle specie di macchinette da golf a che affittano ai turisti circolano (e suonano i clacson).
Qui vivono chiaramente di turismo, anche se credo che il 95 per cento sia turismo cinese.
Negozi ad ogni passo da entrambi i lati vendono di tutto; inspiegabilmente trovo due posti dove vendono bonghi.
Qui si può mangiare di tutto dai banchetti per strada ma non mi fido.
A occhio l'artigianato qui si concentra su gli oggetti in lacca (ovviamente rossa) e scarpe cinesi tradizionali molto belle, specie quelle da donna.
Si trovano ovunque negozi che vendono dolcetti di zucchero. Dal classico zucchero filato alle barrette con sesamo e con altri semi ad altre cose che non saprei identificare.
Prendo due bottiglie d'acqua, che mi serviranno non solo per girare qui e per la notte ma anche per lavarmi i denti, e delle specie di piccoli involtini secchi che ricordano un po' gli spaghetti di riso.
In realtà è zucchero filato avvolto a matassa che contiene zucchero a velo.
Mi guardo intorno in cerca di un ristorante per stasera dove credo farò una cena molto abbondante.
So che dovrò stare attento perché già qui nei negozi niente di quel che viene venduto ha un cartellino col prezzo.
Anche i ristoranti non riportano i prezzi, credo mi baserò sulle recensioni di tripadvisor.
Quasi tutti i negozi e locali offrono colazione occidentale, caffè, WiFi gratuito e personale che parla inglese eppure sono l'unico non cinese che incontro.
Qui, oltre a fissarmi,qualcuno timidamente accenna un 'hello' e quando rispondo si allontana sorridendo.
Spesso sono bambini o ragazzini che scoppiano a ridere fra di loro dopo una mia risposta al loro saluto.
Lungo le vie noto che diversi portoni portano a templi e palazzi storici dotati di tornelli ma per oggi decido di non fare il biglietto.
Qui infatti si può circolare liberamente per la città ma per visitare i palazzi e le costruzioni aperte al pubblico è necessario comperare un biglietto piuttosto economico (100 yuan) che dura 3 giorni che consente l'accesso ovunque.
Una ragazza cinese per mano ad un ragazzo mi saluta in inglese e sorride. È forse una delle più belle donne che abbia mai visto.
Domani prevedo di passarla qui gironzolando pigramente per la città e, se il piede me lo consente, di salire sulle mura, che sono accessibili, e circumnavigarla.
Ora vado a lavarmi e poi mi stenderò un po' sul letto per un po' di meritato riposo. Poi andrò a procacciarmi la cena in questo gioiello di città che la sera, con le lanterne accese, deve lasciare senza parole.
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domenica 26 gennaio 2014
Pingyao
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... dopo l'incazzatura ... sta montando un po' di odio ... PERCHE' NOM MI CI HAI PORTATO??? ... bruto!
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