Sono le 5 del pomeriggio e sono appena tornato in hotel. sono molto stanco, ho preso molto freddo, ma sono soddisfatto. questa mattina qui facevano almeno meno 8 o meno 10, siamo circa a 1000 metri ed è pur sempre gennaio.
Come dicevo sono andato a fare colazione. frutta, una specie di piccola briosche, il caffè, succo di pesca e qualcos'altro che per fortuna era disponibile. molti cuochi cucinavano cibo cinese che noi mangeremmo al ristorante a pranzo o a cena e che qui veniva mangiato come colazione. credo di aver mangiato anche un pezzo di guava.
In internet ho trovato il numero di cellulare del gestore di un agenzia di viaggi che parla inglese. l'ho chiamato e mi sono fatto mandare un'automobile per andare in due posti che volevo visitare : il tempio sospeso e il parco con migliaia e migliaia di Buddha antichi. Abbiamo contattato per 350 Juan. Il prezzo può sembrare un po' alto per gli standard cinesi ma per un auto privata con autista può andar bene. E poi il tempio sospeso si trova a circa 80 chilometri dalla città in posizione ben più elevata fra le montagne.
Ora che la vedo di giorno Datong, che si suppone essere piuttosto piccola, credo sia grande almeno quanto Milano. ci sono interi viali di grattacieli, zone industriali, palazzoni a non finire. Sembra una cittá molto ricca.
Ovunque si vedono diverse zone di vecchie abbattute, i cui cumuli di terra vengono usati per parcheggiare le auto. e parliamo di almeno 3 metri di terra a lato dei marciapiedi.
Prendiamo l'autostrada che è completamente vuota. sono partito alle 9 e per strada non c'è ancora nessuno, almeno nella direzione in cui vado io. le strade sono super pulite e a intervalli regolari troviamo degli specie di spazzini che tolgono le cartacce dalle aiuole ai lati delle corsie.
Dirigendosi verso la montagna dove si trova il tempio sospeso, l'autista prende una deviazione tra i campi e ci troviamo in un piccolo villaggio molto differente dalla città. E molto povero. in giro cani che vagano, persone con enormi fascine di paglia o forse di strli di granoturco sulle spalle, diverse mucche che pascolano lungo la strada, ossute e per nulla interessate al fatto che io passi di lì.
Per arrivare al tempio dobbiamo scavalcare un paio di montagne che suppongo essere abbastanza alte. una di queste sembra come di sabbia con dei canion scavatibda fuimi ora di ghiaccio .sono di forme strane, come se una mano gigante avesse fatto dei solchi sulla sabbia asciutta di una spiaggia. danno l'impressione di essere friabili e di poter volare via con un soffio di vento, ma sono molto antiche.
La vegetazione è molto rada, alcuni piccoli e decisamente poveri villaggi che sembrano quasi in rovina mi scorrono a fianco.
non ci sono alberi o quasi, solo sparuti cipressi per lo più non più alti di 30 centimetri. un fiume completamente ghiacciato ci fa compagna per buona parte del tragitto.
Un fagiano ci attraversa la strada in volo radente.
Arriviamo al parcheggio dell'area dedicata al tempio sospeso. la vista da sotto è mozzafiato.
Aggrappato in un modo che non riesco nemmeno a concepire alla parete verticale di una montagna c'è un tempio interamente in legno sorretto da tronchi laccati di rosso appoggiati su delle sporgenze della roccia.
È almeno 50 metri più in alto rispetto a dove mi trovo io e da sotto sembra fragile e antico.
È riccamente decorato come molti dei Templi che ho visto a Pechino e diciamo che ne riprende la struttura di masdima. è come se fosse uno dei templi già descritti tagliato a metà in senso orizzontale e appiccicato alla montagna.
Qui, come dicevo, siamo più in alto rispetto all città e siamo abbondantemente sotto lo zero. saranno almeno meno 15.
poco sotto il tempio attraverso un ponte sospeso su un fiume ghiacciato e vedo non molto distante (scelta alquanto infelice) una diga. Non posso fare a meno di chiedermi se succedesse qualcosa quale potrebbe essere la sorte di questo capolavoro.
Delle scale portano in alto verso l'entrata e ad ogni passo mi devo girare e scattare delle foto. la vista di questa struttura è letteralmente incredibile, quasi come uscita da un film di Terry Gilliam.
Dentro il tempio il percorso e tutti i passaggi sono molto stretti. Per lo più sono Terrazze dove mancano i punti di appoggio, se non una specie di corrimano che però mi arriva a metà ginocchio. Le Terrazze in cui cammino sono larghe non più di 40 centimetri. Qui siamo in pochi visitatori ma quando ci si trova in due sullo stesso passaggio quello che decide di far passare l'altro mettendosi verso l'esterno non può fare a meno di aggrapparsi a qualcosa con un pò di timore.
A intervalli regolari delle stanze ospitano statue del Buddha e di altre divinità ancora riverite, come testimoniano le offerte e gli inginocchiatoi di stoffa gialla.
Esploro i vari piani del tempio inbbocando scalette strettissime che portano al livello superiore ramite pertugi nel pavimento dove possa a malapena.
Passo qui circa un'ora, un po' confuso per il fatto di avere i piedi su di un qualcosa che non pare poter fisicamente esistere. Il senso di meraviglia e nel contempo di ammirazione è molto grande.
Sono felice di essere venuto qui nonostante la stanchezza, il freddo e la fatica. è un posto chi ti comunica un senso di pace e compiutezza. è meraviglioso e vorrei portare qui tutte le persone che conosco.
Lascio questo monastero e mi faccio portare alla tappa successiva.
in circa un'ora e mezza di macchina, e a circa 30 chilometri dalla città ma in direzione opposta, si trova il parco delle grotte di Yunggang.
poco dopo aver preso il biglietto noto due signori vestiti in stile mongolo che giocano a carte con a fianco un dromedario che rumina pacifico, legato per delle briglie ad un antico portone.
qui siamo molto vicini alla Mongolia e forse non è una cosa così strana. mi avvicino, fotografo l'animale e mi accorgo che non è una cosa per turisti, anzi mi guardano anche un po' male.
Il parco è gigantesco e occupa una piccola valle. al centro un tempio simile in alcuni versi a quelli già visti e descritti ma differente in molti particolari circondato da un ampio corso d'acqua ghiacciato.
In questo parco, scavate nella roccia nuda, ci sono 55mila e forse più raffigurazioni del Buddha. Da alcune grandi pochi centimetri e oramai consumate dal tempo e dagli elementi fino ad altre dimensioni mastodontiche.
Entrando e uscendo da grotte di varie dimensioni che nascondono autentici tesori, capita di entrare in alcune e trovare solo piccole statue inglobate nel monte e ormai quasi irriconoscibil. Poi però basta girare un angolo per trovarsi davanti un Buddha di magari 10 metri che ti sorride Pacifico alzando una mano. Le grotte sono molte, i turisti pochi, i guardiani attenti. È difficile fare fotografie.
Una parte delle grotte è chiusa per restauri. credo siano le grotte 12 e 13 che in gegnere erano comunque chiuse perché deturpate durante la rivoluzione culturale. Spero le stiano recuperando.
Alla fine del percorso la statua più grande. all'aria aperta un buddha di 14 metri, meraviglioso e con pupille di porcellana nera.
Mi dirogo verso l'uscita dal parco e capisco perché qui non si vede una cartaccia o una sigaretta per terra. decine di giardinieri scrutano con attenzione fra le siepi e gli alberi e raccolgono anche la spazzatura più minuta.
Salgo in automobile e mi faccio lasciare nella città vecchia di Datong.
È rmasto ben poco e quel poco è un viale pieno di negozi ricavati nelle antiche strutture di legno dove la gente va a passeggiare Il ragazzi a fare 'lo struscio'.
In fondo al viale un'ampia piazza molto affascinante dove un gruppo di ragazzi con uno stereo a tutto volume balla musica americana.
Ci sarebbero un paio di tempi da visitare ma per oggi ho già speso abbastanza e sono stanco.
Torno in hotel a piedi e trovo poco distante un centro commerciale dove compro due brioche per domani dato che dovrò svegliarmi prestissimo e avrò bisogno di energia.
Individuo anche un ristorante nel piano interrato che sembra economico e dove penso andrò questa sera presto.
In hotel, nonostante avessi lasciato sulla maniglia il cartellino con scritto di non disturbare, hanno rifatto il letto e risistemato. chissà cosa avranno pensato di vestiti stesi.....
è tutto asciutto. ora faccio lo zaino, mi lavo e poi vado a mangiare.
Questa mattina sono riuscito a prenotare per il giorno in più a Pingyao e a prelevare dei soldi con il bancomat italiano.
Ho chiestonin reception la sveglia telefonica per le quattro e mezzo e un taxi per andare in stazione alle 5.
A Pingyao o in tre giorni credo avrò tempo di riposarmi. la città non offre molte attrazioni se non la città stessa, che è patrimonio dell'umanità dell'UNESCO, conservata come era nel quattordicesimo secolo.
sono molto curioso e speriamo vada tutto bene.
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sabato 25 gennaio 2014
Datong di corsa parte 2
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ECCO!!! ... te l'avevo pur chiesto di portarmi!!! ... immagino (anche se non l'hai scritto) la STRIZZA a salire nel tempio .. eh??
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