Resto un po in stanza. Ho proprio sonno.
Mi arriva però un sms di China Unicom che mi informa (in cinese) che il mio credito sul telefono è quasi a zero. Ormai è capodanno qui e se non ricarico subito la cosa diventa problematica. Controllo il sito del gestore ma è solo in cinese.
Mi tocca cercare un negozio.
Ma prima, tornando, avevo notato che una buona parte dei negozi stava chiudendo. Questa sera qui sarà un po come il natale da noi. Ci si ritrova in famiglia per cenare. I prossimi tre giorni sono di festa nazionale.
Fortuna che a Nanjing ci sono molti parchi interessanti da visisitare e la temperatura sarà più che primaverile. Inoltre sarò in un hotel da signori. Ma signori proprio.
Comunque vado in reception e con l'arte dei segni, che ho ormai appreso e che un giorno mi farà diventare il re di Pictionary, spiego il mio problema.
Pare che non ci sia modo di ricaricare. La carta è di Pechino e qui China Unicom circa non sanno manco che sia. Beijing é a piú di 1000 km da qui. E i negozi ormai son serrati e i proprietari a bere in famiglia (son le 17).
Il tipo capisce il mio piccolo ma sostanziale dramma e si offre di ricarcarmi lui il credito usando la carta di credito dell'albergo. +1 punto per questo hotel.
Dopo 15 minuti di vani tentativi alza il telefono e chiama un collega che parla inglese. Probabilmente lo tengono incatenato in cantina perché finora qui nessuno aveva pensato di interpellarlo quando invano cercavo di chiedere informazioni.
Provano ancora e pare che la carta ricaricabile dell'hotel sia a secco.
Il guru dell'inglese mi porta in un hotel a fianco. Ne approfitto per chiedergli conferma del fatto che potrò lasciar qui lo zainone domani.
Un suo amico lavora lì e mi farà la ricarica. Non pare molto sveglio e sfoggia al mignolo un'unghia da coca da manuale.
Dopo 10 minuti ho 100 yuan in più nel telefono e ho capito che inviando il numero '102' via sms al gestore posso conoscere il credito.
Pensavo di passare la serata in stanza ma ormai son fuori e mi dirigo sempre al solito posto. Indovinate? Il quartiere musulmano!
Sono parecchio stancuccio, per la cronaca sto tenendo conto dei km fatti a piedi dall'inizio del viaggio, musei esclusi, e sono quasi a 50.
Per strada prendo 3 bottiglie d'acqua al lime da un ambulante davvero misero davanti al quale passo tutte le sere. E sempre seduto su di una vecchia sedia imbottita sfondata, imbacuccato in vestiti davvero in condizioni miserevoli.
Arrivo quindi alla meta e anche qui il 60% dei posti è chiuso. O meglio... non c'è proprio dato che son quasi tutti banchetti o carrelli con le ruote. Un francese mi passa accanto e ci salutiamo.
Una cosa che ho notato è che tutti gli stranieri che ho incontrato in zone poco frequentate da occidentali rispondono a 4 dogmi : sono maschi bianchi sulla trentina, hanno barba, occhiali e capelli lunghi, hanno uno zaino e salutano sempre. Un po mi ci rivedo anche se spero di essere meno freak.
Ciononostante ce ne sono a sufficienza per soddisfare il mio appetito e soprattutto la mia curiosità.
Sono sempre un po in imbarazzo e scelgo con cura i posti.
Prendo del tofu a pezzi spalmato di salsa piccante e spolverato di curry cotto sulla carbonella (3 yuan). D e l i z i o s o.
Passo ad un altro banco e provo una cosa che in questi giorni prendere in molti. Una cosa non meglio identificata tagliata a spirale e allungata e infilata in uno stecchino, cotta poi sulla carbonella. È sempre tofu ed è molto simile a quella di prima (5 yuan).
Continuo con altri due spiedini (10 yuan tot) cotti all brace dopo esser stati spalmati del solito olio/salsa piccante, curry e spezie. Uno è di carne e l'altro son polpettine di pane e carne a tocchetti. Squisiti.
Mi fermo ad un banco dove fan una cosa un po strana. All'interno di un cerchietto alto un paio di cm di legno compattano della farina di riso, lo chiudono con un peso e lo mettono sopra ad una pentola forata per una cottura al vapore. Dopo qualche minuto estraggono la polpettina tonda di riso, la spalmano di marmellata di soya un po piccante e tuffano il tutto, come a panarlo, in semi di sesamo e scagliette di cocco essiccato. Molto buono e interessante. 5 yuan.
Finisco il mio giro succhiando da una cannuccia un vasetto di yogurt e curiosando.
I venditori scompaiono ad ogni passo.
Per oggi direi che ho dato e soprattutto sperimentato abbastanza. Il letto mi aspetta.
Il ritorno è surreale. Non c'è praticamente nessuno. Passo per strade che di solito per attraversarle devi aver giocato a frog da piccolo e invece non passano auto.
Vialoni a 10 corsie dove potrei quasi passeggiare al centro della strada. Intorno palazzi di 40 piani illuminari come sempre. In lontananza un continuo rumore di esplosioni. Raffiche lunghissime da ogni direzione che rimbombano forte per queste strade ora vuote. Qualche auto passa rigorosamente vuoto. Auto solitarie corrono dove mai avevano potuto prima a causa degli ingorghi.
Il tutto ha un che di 28 giorni dopo.
Quasi a destinazione incrocio qualcuno a piedi.
Mi imbatto in diverse occasioni in persone che,i inginocchiate, bruciano dei piccoli mucchi di carta. Mi chiede se serva per buon auspicio e se la cosa in qualche modo abbia a che fare con l'uso di bruciare il denaro speciale per i defunti.
Domani è l'ultimo giorno qui. 3 giorni, mi sa, son stati anche troppi. Mi chiedo cosa farò dato che sarà tutto chiuso. Il treno è alle 21 e prima delle 18.30 non credo prenderò il taxi. Oddio, sperando ce ne siano di taxi....
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giovedì 30 gennaio 2014
A cena per il suq
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,,, se non avrai "spiacevoli effetti collaterali" ... credo proprio che era ora tu cominciassi a mangiare un po' così ....
RispondiEliminaPS: ripeti troppo spesso "qui" e "un po'" ... eh, eh .....
RispondiEliminaCibo di strada! Cibo di strada! Dai, ormai il tuo stomaco regge... siediti con loro domani prima del treno e inizia a festeggiare il nuovo anno cinese, che ancora non so che anno sia...
RispondiEliminaAnno del cavallo
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